Lentisco, pistacia lentiscus e la mastica o μαςτιχα

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Faccio conoscenza con il lentisco

Feci conoscenza con questo bell’arbusto resinoso chiamato pistacia lentiscus, in Calabria grazie al signor Peppe che ne tagiava dei rami per le sue nasse e poi lo ricollegai alla Grecia, all’isola di Chios, dove crescono alberi di lentisco dai quali si estrae una resina, la mastica o μαςτιχα. Ferendo i tronchi ed i rami della pianta infatti si provocano lacrime di resina aromatica che può essere masticata (mastica) . Essa promuove la salivazione ed è antisettica e antidiarroica. La si raccoglie a fine settembre, la si lava e la si essicca e poi può essere usata. In Grecia, nell’isola di Chios da millenni si coltiva il lentisco (pistacia lentiscus var. Chia) per la sua resina, che nei secoli ebbe una importanza fondamentale, ad esempio nelle politiche commerciali dell’impero bizantino. Questa resina o mastice si presta nella preparazioni di gomme da masticare, dentifrici, caramelle e dolci, ma può essere semplicemente aggiunta in polvere come spezia. Da prima il sapore è amarognolo, ma presto rilascia al palato un gusto rinfrescante.

Chios, pistacia lentiscus var. Chia

Il Lentisco infatti è una di quelle piante dimenticate che anche i nostri avi conoscevano bene facendone buon utilizzo.
L’ambiente del ” Lauretum” é una zona fitoclimatica in grado di fornire molte fonti di sostentamento. Lo sapevano bene greci e romani ma è la Sardegna, forse più di altri luoghi la patria culturale del lentisco. Qui, usi, riti e culti si tramandano da millenni.

Lentisco ISOLA Chios

Il lentisco, mastic tree, descrizione della pianta

Il lentisco o “pistacia lentiscus” (mastic tree) è un arbusto tipicamente mediterraneo, legnoso, facente parte della famiglia delle anacardiacee, originario del Brasile e del Perù e naturalizzato in Europa dal  XVII secolo.
Ha foglie paripenate, ovali di un bel verde scuro lucido e produce piccoli fiori, riuniti in pannocchie di colore verde per quelli femminili e rossiccio per quelli maschili.
I frutti del lentisco sono ricchi di grassi, e sono delle drupacee rosse che diventano nere a maturazione in autunno.
 Il nome lentisco  sembra sia legato alla parola “lentus”, per le caratteristiche viscose della pianta.

Le bacche  rosse dei cespugli di lentisco in passato rappresentavano altra fonte di sostentamento; scottate in acqua infatti e poi spremute, producono un olio che può essere usato anche alimentarmente in tempi di carestia. I nostri antenati ne facevano largo impiego. In alternativa l’olio poteva essere usato nelle lampade o per la preparazione di saponi che mantenevano l’aroma della pianta.
Le foglie invece contengono ottimi tannini ed in passato le si utilizzavano nella concia delle pelli e per colorare di giallo i tessuti. Il decotto di foglie é un potente antisettico, adatto per il cavo orale.

pistacia lentiscus

I frutti del lentisco  come indicato contengono olio che viene usato dall’industria per ardere mentre, in passato, fino al XX secolo, questo olio veniva consumato dalla popolazione della Sardegna.
Il legno del lentisco é un ottimo combustibile ed é adatto a produrre carbone. É anche apprezzato per ricavarne utensili, per la sua resistenza e bellezza.

Una pianta che migliora il terreno in cui cresce

La pianta è considerata pedogenetica, ossia é in grado di modificare il substrato su cui cresce, migliorandolo e rendendolo adatto alla crescita di specie successive.
Il lentisco ha infatti la capacità di colonizzare aree degradate o con substrati molto poveri e convertirli ad habitat più pregiati, contribuendo al recupero ed al mantenimemto di ecosistemi complessi.

Le proprietà del lentisco

Le proprietà del lentisco  o “pistacia lentiscus” sono astringenti, aromatizzanti, espettoranti, grazie al contenuto di oli essenziali e resine che lo rendono versatile, anche in caso di brividi per alleviare i sintomi dell’influenza.
Il lentisco contiene la masticina che è un principio amaro che si estrae dalla corteccia e dalle foglie.

radice di lentisco

L’olio essenziale di lentisco

L’olio essenziale di lentisco si ottiene dalla distillazione del ramo fogliato.
Quest’olio è un decongestionante venoso, linfatico e prostatico, un antiulcera ed un cicatrizzante.
Serve per varici ed emorroidi, ulcere venose e gastroduodenale.
E’ utile per piaghe da decubito e poi per problemi di congestione alla prostata.
Per uso interno se ne prendono due gocce in un po di miele per tre volte al giorno per tre settimane per problemi alla prostata e cardiovascolari.
Per uso esterno lo si applica nelle zone con problemi circolatori, per tre volte al giorno fino a miglioramento. Non usare questo olio nei primi tre mesi di gravidanza e chiedere consulto all’erborista.

foglie di lentisco

La resina della mastica si estrae dal lentisco

In Grecia, sull’isola di Chios, dal lentisco si estrae appunto questa resina naturale.
Questa resina viene chiamata mastica: ‘ μαςτιχα’. Questo perché solo qui, il lentisco, per incisione dalla corteccia dell’albero, la produce.
Le caratteristiche del terreno, il clima dell’isola di Chios fanno sì che proprio e solo su questa isola greca si produca la mastica. Così le gocce di resina vengono essiccate al sole diventando traslucide e dure poi viengono ammorbidite per divenire una gomma bianca di colore tra il brillante e l’opaco traslucido.

Lentisco e mastica

Il sapore della mastica

Ma che sapore ha la mastica? In bocca da subito è amara, ma poi diventa rinfrescante, con note di cedro e di pino.

Nelle giornate calde d’agosto l’aria delle isole greche è impregnata dell’aroma resinoso di lentisco.

La mastica nella cucina greca

Ma come si usa la mastica nella cucina greca?
Si utilizza per fare liquori, dentifrici, per aromatizzare caramelle, chewing-gum, pane, dolci e gelati.
La mastica è  anche una delle spezie usate per fare il pane “artos” o pane santo cioè quello che viene prodotto in Grecia per le cerimonie religiose.
La mastica è un prodotto DOP registrato nel 1997 come MASTICA CHIOU.
Nell’isola di Chios, si estrare proprio per incisione,  tagliando la corteccia degli alberi di lentisco, prima però si effettua un lavoro di preparazione, spargendo lungo i tronchi una polvere di pietra presente sul luogo per fare sì che la resina che cade sul terreno si possa setacciare e recuperare. La resina o mastica dell’albero di lentisco si estrae tra luglio e settembre, mediante incisione del tronco.

Mastica e lentisco isola Chios

Il lentisco ed i pescatori

In Calabria il lentisco lo chiamano ‘u stincu’ ed il signor Peppe usa i suoi rami dentro le nasse, quando va a pescare, perché, anche da secco, non perde le foglie.
Mi dice che serve per creare un ambiente-rifugio che attrae i pesci all’interno delle nasse.

La mastica è il prodotto preferito della mia amica Cinzia che se ne fa grandi scorte quando passa al  mastica shop dell’aereporto di Atene, per questo le dedico questo articolo.

Bibliografia:
Herbs, Lesley Bremness, Dorling Kindersley book, 1994

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4 Replies to “Lentisco, pistacia lentiscus e la mastica o μαςτιχα”

  1. cinzia berardi

    Ciao Patrizia,
    adoro il tuo blog. Ogni giorno apro sperando di trovare un nuovo articolo dove descrivi piante e fiori , emozioni, corredato da bellissime fotografie. Una poesia.
    Ed ecco….. il mio articolo . La mastica pianta che ho scoperto nelle mie vacanze in Grecia.
    Ogni anno, come tu ricordi , faccio impazzire tutti perché devo fare scorte , se non passo da Atene, vado alla ricerca
    sperando di trovarla.
    Tutti i miei amici la conoscono e devo distribuire le confezioni di chewing gum.
    Non sapevo e apprendo dal tuo articolo che in Calabria esiste la pianta e ne vengono utilizzati i rami.
    Grazie e mi raccomando un articolo al giorno .
    Un abbraccio Cinzia

    1. Patrizia Gaidano

      grazie Cinzia mi fa piacere quello che mi hai scritto. Ti abbraccio forte! pat

    2. La Calabria è un Eldorado del lentisco, ovunque ti giri c’è lentisco. Io con la mia azienda faccio la polvere di lentisco dalle foglie essiccate e mi sto organizzando a sfruttare tutte le proprietà che questa pianta ci offre. Se posso essere utile contattatemi: 393 1603501.

      1. Patrizia Gaidano

        grazie

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