Realizzazione, allevamento e cura del bergamotto

Il bergamotto come un Principe mi invita a raccontare la storia della sua Reggia di Samo

Quel giorno ricevetti nuovamente un invito dal mio Principe Bergamotto.
Lui voleva farmi visitare la sua reggia di Samo affinchè io mi rendessi conto di quanto amore necessita il mio Principe Bergamotto per crescere bene e produrre un tesoro di frutto.
Il mio Principe Bergamotto mi convocò al suo cospetto attraverso un suo fidato ambasciatore ( il caro amico Pino). Io onorata accettai l’invito per conoscere come avviene la realizzazione, l’allevamento e la cura del bergamotto, una pianta così preziosa e delicata.

L’Azienda Agricola Stefano Bonfà a Samo

Così salii sulla carrozza regale per raggiungere la sua reggia di Samo, il piccolo paesino di origine greca costeggiato dal fiume La Verde, che si trova sulla costa jonica calabrese.
Il Principe Bergamotto voleva farmi visitare questa sua reggia (l’Azienda Agricola Stefano Bonfà) per dimostrarmi con che amore veniva allevato fin dalla sua tenera età.

Amore e sacrificio per la terra e gli ideali

Voleva farmi comprendere quanto sacrificio, dedizione, passione ed amore si pone quando si crede nella terra lasciata in eredità dai genitori.

Voleva spiegarmi il significato di chi lotta e crede in nobili ideali, di chi costruisce per rimanere in una terra depressa, abbandonata. Di chi lotta per rimanere in una società dove il senso civico ed i valori si stanno perdendo. Voleva mostrarmi il valore della terra come risorsa e volano per far conoscere, anche culturalmente, un frutto unico  come il  bergamotto, un frutto che vale oro per le sue infinite proprietà curative.

L’agronomo della reggia del Principe Bergamotto a Samo

Il bergamotto, un Principe di frutto, dal profumo inconfondibile, un frutto raro come mi disse il Dott. Dino Bonfà, l’agronomo del podere del Principe Bergamotto di Samo.
Sì, perchè, il padre del Principe non poteva che essere un vero Re per i suoi ideali nobili e per la cura che ogni giorno dà al suo agrumeto di bergamotti che io visitai quella mattina, nel territorio di Samo.
Quel giorno, in quel luogo senza tempo, mi sembrò di vivere in un sogno infinito anche perchè la tenuta era infinita e così iniziai a fare mille domande al Dott. Dino Bonfà, l’agronomo, per capire come si realizza, si alleva e si cura un podere di Bergamotto.

 

Scopriamo il terreno adatto per farlo crescere bene  (…e vedo Totò sul suo trattore)

Compresi che la pianta del bergamotto, per crescere bene, ha bisogno di un terreno argilloso, siliceo, drenato,  ben lavorato infatti necessita di una vangatura tra le piante che serve per aerare il terreno, per conservare l’acqua di cui ha bisogno la pianta, per far respirare le radici,  per migliorare le capacità microbiologiche del terreno, soprattutto per quanto riguarda i batteri aerobici presenti nel terreno stesso.
E vidi che, questo lavoro, lo stava facendo sul posto, tra le giovani piante di un anno e mezzo, già produttive di frutti, il sig. Totò in sella al suo trattore.

Osservazione delle piante

Il sig. Totò mi invitò ad osservare le giovani piante di un anno e 1/2 ed io ne capii la bellezza in primis dal tronco ben sviluppato e poi dalla presenza dei frutti che solitamente iniziano a fruttificare dal secondo anno di piantagione fino a maturità ed esistenza in vita dell’albero stesso.

La temperatura ideale per la pianta del bergamotto e le barriere frangivento

Il Dott. Bonfà Dino mi disse che il Principe Bergamotto è una pianta delicata perchè mal sopporta gli sbalzi di temperatura tra caldo e freddo, infatti la temperatura  ideale per la pianta non deve mai scendere sotto i 4°, inoltre, per proteggere dal vento le piante, è necessario realizzare una barriera frangivento naturale (nella fattispecie è costituita da filari di olivo).
Gli alberi di eucaliptus invece sono utili, in lontananza, anche come frangivento mentre la fuzione principale è quella di sostenere il terreno.

La giusta altitudine per il bergamotto

Così mi resi conto che mi stavo camminando in una bellissima altura tra terrazze di bergamotti di varie età.
Mi trovavo alla giusta altitudine che ama il mio Principe Bergamotto, quella che non supera i 100 – 120 metri sul livello del mare.
Così scattai qualche foto alle secolari piante di eucaliptus che si stagliavano lungo la strada, alte nel cielo compatte in una barriera naturale a difesa del Principe Bergamotto. Sì perchè, il Principe Bergamotto, giustamente, doveva ben possedere una profumata armata verde che lo proteggesse dal vento. Ma c’era anche qualcun’altro che lo difendeva così poco dopo la conobbi. Era lei: “Principessa” la cagnolina bianca che vigilava tra le piante, correndo da me in segno di pace.

L’impianto di irrigazione

Tra quelle terrazze di bergamotto il Dott. Bonfà mi parlò del suo impianto di irrigazione e mi fece vedere in lontananza, lungo la fiumara, le condotte che pompavano l’acqua necessaria alle irrigazioni costanti di cui aveva bisogno il mio Principe Bergamotto perchè, le piante hanno bisogno di un’irrigazione frequente, soprattutto in estate, ma ora, con i cambiamenti climatici, mi disse che le piante necessitavano di acqua quasi tutti i giorni.
Infatti la stagione era stata rovente e nonostante questo i frutti erano meravigliosi e lo dimostrava la pezzatura di grande dimensione e valore, segno delle amorevoli cure ricevute.

Le vasche di pietra per la raccolta dell’acqua

Più in alto, lungo le terrazze di bergamotti, vidi anche le vasche di pietra di raccolta dell’acqua piovana e più in basso, dentro ad una struttura, vidi il motore che aziona le pompe di tutto l’impianto.

L’irrigazione

Il Dott. Bonfà ideò un grande impianto sfruttando le risorse naturali di acqua presenti in abbondanza sul territorio. Fece proprio un bel lavoro spiegandomi che l’irrigazione di ogni singola pianta avveniva a spruzzo lungo la circonferenza della buca o solco della pianta, sempre facendo attenzione a non eccedere con le irrigazioni perchè il bergamotto, essendo un Principe delicato, soffre dei ristagni d’acqua nel terreno che provocano il marciume delle radici.

Pensai che avrei potuto camminare per ore in quell’Eden profumato tra i bianchi fiori di alcune zagare che si fecero vedere nello splendore della luce del sole che bacia la Calabria praticamente tutto l’anno facendo prolificare il bergamotto solo ed esclusivamente nella zona jonica costiera.

Il profumo di zagare

Fui estasiata dal profumo delle zagare, un profumo intenso amaro aromatico e dolce leggermente diverso dal profumo della buccia del frutto del bergamotto e chiesi al Dott. Bonfà notizie sull’epoca di fioritura della pianta del Principe Bergamotto.

L’epoca di fioritura e la raccolta dei frutti del bergamotto

Lui mi spiegò che la fioritura avviene una sola volta all’anno da aprile a maggio, mentre i frutti si raccolgono da novembre a febbraio ed in qualche circostanza anche nella seconda metà di ottobre.
Mi disse che potevano verificarsi delle fioriture sporadiche in autunno ed i fui onorata di quell’omaggio floreale da parte del mio Principe Bergamotto all’interno della sua reggia di Samo.

L’essenza di bergamotto, il profumo nella buccia

Il Dott. Bonfà mi spiegò altresì che l’essenza olfattiva più pregiata è quella della prima fioritura per la forza del componenti presenti nel bergamotto e poi mi disse che l’essenza di bergamotto è pregevole soprattutto nella buccia gialla del frutto maturo grazie ai due componenti che sono l’alcool e l’estere.

Il bergamotto un frutto che si usa tutto

Questo mi disse che non vuol dire che la buccia verde del frutto del bergamotto non sia pregevole anzi il bergamotto è un frutto che si usa tutto partendo dalla buccia per le essenze, la polpa, il succo e perfino la parte bianca, ossia la membrana che avvolge il frutto nel suo interno. Infatti il Dott.  Dino Bonfà mi disse che aveva in mente un progetto sperimentale per migliorare la qualità del latte inserendo proprio questa parte bianca membranosa del bergamotto nell’alimentazione dei bovini stessi.

Il porta innesto delle piante di bergamotto

Incuriosita da tutti questi interessanti discorsi mi soffermai ad osservare il tronco di una giovane pianta di bergamotto e notai la somiglianza del tronco con quello del limone ed  il Dott. Bonfà mi disse che ci avevo visto giusto spiegandomi che il porta innesto delle sue piante di bergamotto era il limone della varietà femminiello.

Gli altri porta innesto del bergamotto

Poi mi illustrò gli altri porta innesto del bergamotto che sono l’arancio troyer ed il carrizzo e mi disse che il porta innesto da limone femminiello era molto efficace contro il virus della tristeza del bergamotto.
Io trovai molto buffo il nome di questa malattia e feci occhiolino ad una pianta di bergamotto lasciandogli intendere che in quel luogo e con quelle cure il mio Principe non poteva che essere allegro.
Poi appresi che l’innesto veniva fatto generalmente nel mese di marzo impiantando un giovane ramo di bergamotto (marza) nella spaccatura creata su un ramo.

Le varietà di bergamotto coltivate nell’Azienda Agricola Bonfà Stefano

Fui affascinata da quel mondo del mio Principe che già mi piaceva avendolo conosciuto dapprima, in altre occasioni.
A questo punto mi resi conto che avevo fotografato tantissime piante di bergamotto della varietà femminiello, dai frutti periformi e dalle foglie lanceolate, allungate, simili a quelle del limone che in effetti era la varietà prevalente nell’agrumeto dell’Azienda Bonfà Stefano.


Loro coltivavano quella varietà per la caratteristica di velocità di accrescimento della pianta e la facilità di raccolta del bergamotto stesso e  poi coltivavano la varietà fantastica, con foglie più larghe e frutto più tondeggiante per la  produzione dei molti frutti ricchi di oli essenziali.

Come produce il bergamotto.
Le forme di allevamento o potatura

Camminando estasiata fotografai rami ricurvi come se fossero ombrelli carichi di frutti di bergamotto e mi resi conto che quei bergamotti producevano molto sulle pendenze dei rami, che non stento a credere siano così delicati in caso di vento.
Il Dott. Bonfà mi precisò che quella forma di allevamento o potatura era quella definita “a chioma” proprio per via dei rami pendenti che producevano frutti nelle pendenze.

La concimazione naturale per frutti totalmente bio

Poi parlammo delle concimazioni impiegate, dell’utilizzo del sovescio con le leguminose che rilasciano naturalmente azoto nel terreno e della cenere di legna e dalla farina di ossa dalla quale sono nati i moderni concimi.  Così mi resi conto di essere capitata in un podere totalmente bio con frutti magnifici senza trattamenti chimici.
Per questo fui felice che nella reggia di Samo, del Principe Bergamotto, non venissero usati fertilizzanti chimici nel pieno rispetto di quella terra fertile e produttiva.

La farfalla che colpisce il bergamotto

Fui felice anche di sapere che il bergamotto è una pianta che viene minimamente trattata chimicamente per le malattie a cui va soggetto. A tal proposito il Dott. Bonfà mi raccontò di un lepidottero, una farfalla che colpisce le foglie del mio Principe di Calabria.


Questo lepidottero crea una patina cerosa sulle foglie del bergamotto, infatti osservando la foglia colpita si vede una specie di serpentina che indica che la foglia sta soffrendo perchè le viene sottratta sostanza nutritiva.
Contro questa minuscola farfalla si fanno trattamenti sui getti giovani che sono stati colpiti, ma il trattamento si sospende non appena i getti diventano resistenti ossia più o meno all’età di sei anni della pianta.

La famiglia Bonfà, una famiglia dai grandi valori, in una realtà difficile, in un terra dalle forti contraddizioni

Quella mattina appresi molte cose interessanti e fui molto felice di condividere quel dono d’amicizia che mi fece la famiglia Bonfà.
Loro mi dimostrarono che in una terra dalla forti contraddizioni, dalla bellezza unica si può ancora lottare per l’unico bene per cui vale la pena lottare, ossia la terra.
Lottare per la terra è come lottare per difendere una madre.
Far crescere e curare degli alberi è un sacrificio costante d’amore che viene ripagato dalla bellezza dai frutti.


Allevare una pianta è come crescere dei figli in un ambiente sano, trasmettendo loro dei valori.
Penso che gli avi della famiglia Bonfà siano felici di questa scelta dei figli che portano avanti con orgoglio, sacrificio, gioia, mettendo in secondo piano il valore esagerato che oggi giorno si dà al denaro.
Condivido la loro lotta quotidiana contro la mentalità individualista del luogo, non facendo di tutta un’erba un fascio.
Condivido i sani valori che dovrebbero contraddistinguere una società.
Penso che la società di oggi, per certi versi, dovrebbe prendere esempio proprio dal frutto del bergamotto, per la sua virtuosità.


Credo:
  – nello stare insieme.
 – che l’unione faccia la forza.
 – nella terra.
 – nel costruire per rimanere. 
 – che la verità sia luce.
 – nella Natura e per questo la diffondo.

Ringrazio il Dott. Bonfà Dino per avermi dedicato il suo tempo, per avermi permesso di visitare la tenuta di Samo, la reggia del mio Principe Bergamotto. 


Sono felice di aver potuto conoscere la realtà dell’Azienda Agricola Bonfà Stefano (fondatore dell’azienda) di Samo – Calabria, che potete contattare ai seguenti recapiti telefonici 3357125809 (Dino Bonfà) oppure 3488204023 (Bruno Bonfà).

Grazie o come si dice in greco: ευχαριστώ πολύ!
Patrizia Gaidano o meglio Calliopea in terra calabrese influenzata dai greci.

Patrizia Gaidano@ Copyright

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