Il giardino spinoso di Adri

Il giardino di Adri e le sue creature spinose

Ci mise dieci anni per costruire tutti i muri a secco mettendo una pietra sopra l’altra. Un duro lavoro, in un’isola greca difficile, dalla selvaggia bellezza.
Questo lo fece per creare tanti piccoli giardini dove ospitare piante grasse, succulente, spinose in particolare agavi ed opunzie.
Quando mi auto invitai a casa sua, a curiosare, mi resi subito conto che quello che vedevo era uno di quei giardini capaci di raccontare il carattere e la storia di chi l’aveva desiderato da sempre.
Fu per questo che in quel paradiso spinoso emblema della vita, ebbi la percezione di conoscere meglio Adri, attorniato dalle sue creature, felice di scoprire il suo giardino spinoso tra agavi, opunzie e dragon blood tree.

Un giardino spinoso come buon ritiro

Fu per questo che quando, almeno dieci anni prima, Adri iniziò a costruire il suo “buon ritiro” scelse di farlo in un’isola greca, aspra, affascinante e semi selvaggia, ma soprattutto un difficile ambiente dove mettersi alla prova con le sue piante, profondamente attaccate alla vita ed in perenne lotta contro il vento. Per questo, forse, creò in quel luogo un giardino spinoso.

Credo che si comprò quel terreno rivolto al tramontar del sole per dar modo alle sue piante di dichiarare il loro inno alla vita, mostrando la forza e la tenacia di chi crede che nulla sia impossibile, tanto più un sogno, sempre che ci si creda e ci si impegni ogni giorno, dando corpo ed anima.

D’altronde noi siamo il sogno che decidiamo di vivere ogni giorno.

La nursery di cactacee ed agavi

Così capitai in quel luogo aspro, ma pieno di vita, proprio in un tardo pomeriggio, quando la calda luce solare avvolgeva con i suoi ultimi raggi un angolo di paradiso ben protetto dal suo custode e dalle spine delle sue creature.

Adri, mi disse che dopo la casa, (anch’essa in parte una nursery di cactacee ed agavi) iniziò a sistemare il terreno davanti ed intorno all’abitazione per farne un giardino, togliendo le rocce ancorate al terreno e le grosse radici delle piante, questo per far spazio a tutte le sue succulente arrivate nel tempo dalle isole Canarie.

La cosa interessante è che Adri studiò un sistema, se vogliamo anche molto coreografico, di alti muri a secco per proteggere le specie più a rischio della forza del vento. Ed io vedendo tutto ciò pensai all’impegno, al lavoro lungo di anni, se vuoi impensabile per un uomo solo.

Insomma avevo conosciuto una vera forza della natura!

Succede questo quando si fa una cosa in cui si crede mettendoci l’anima. Poi la natura ripaga sempre.

Le opuntia

Così nel nostro giro attorno al suo giardino, Adri mi fece conoscere la classica opuntia ficus indaca (fico d’india), ma anche la particolare opuntia cilindrica (cylindropuntia) e poi l’opuntia virdirubra, una cactacea con fiori arancio, con spine robuste e lunghe disposte sulle pale più vecchie.

Per questo vi descrivo qualcuna di queste spinose partendo dalla cylindropuntia

La cylindropuntia

ha fusti cilindrici e segmentati ricoperti di spine che se si infiggono nella pelle risulteranno molto difficili da rimuovere. I segmenti dei fusti di questa specie si staccano facilmente e questo consente loro di attaccarsi agli animali e diffondersi naturalmente. I fiori a forma di coppa possono essere gialli, arancioni e rossi, più raramente anche bianchi.

Per questo Adri mi disse che non era un giardino per tutti…

Altre opuntia, agavi ed il dragon blood tree

Poi mi fece conoscere l’opuntia phaechanta, dai fiori rosa ed anche la polyacantha, dai fiori con tanti petali gialli, ma anche rossi e tante altre affascinanti, come la fragilis idaco dai fiori gialli e la discata dai fiori arancio e la lindheimeri con fiori giallo o arancio o rossi. E tra tuutte le opuntie, poste a contorno dei piccoli pezzi di orto,  meravigliosi pomodori e zucchine intervallati da fiori di tagete, di cui sento ancora il profumo. Poi ricordo agavi di tutti i tipi tra cui l’agave filifera ed piccoli alberi di dragoon blood tree (dracaena cinnabari) ed anche l’euforbia lactea.

Le agavi

Le agavi mi colpirono molto per la loro magnificenza infatti sono delle succulente il cui nome fa riferimento alla loro nobile bellezza. C’è da dire che vi sono numerose specie di agavi in natura, ma quasi tutte si caratterizzano dalle foglie a spada, spesse, con spine legnose ai bordi o all’apice delle stesse. Le foglie inoltre partono dalla base della pianta disponendosi a rosetta.

Un’agave che mi colpì molto fu l’agave Filifera che si chiama coì perché dei filamenti bianchi si sviluppano dalle sue foglie, rendendola molto coreografica.

L’agave filifera

L’agave filifera non è molto grande infatti raggiunge un’altezza che va dai 0,50 ai 0,60 m., mentre il diametro è di 1 m. e si caratterizza per la forma allargata e per le sue foglie strette, verde oliva che terminano con una spina apicale, aghiforme di colore rosso bruno. L’agave filifera in estate produce dei bei fiori giallo zolfo che si sviluppano dai suoi assi fiorali.

Poi Adri mi fece vedere una piccola pianta in vaso di dragon blood tree.

Il dragon blood tree o dracaena cinnabari

Il dragon blood tree ossia l’albero del drago è una specie sempre verde originaria dell’arcipelago di Socotra nella zona dello Yemen, Mar Arabico. L’albero ha un aspetto molto particolare infatti la sua chioma sembra un ombrello sostenuto da con densi raggi, ossia i rami, dai quali diparte una chioma molto fitta di foglie, tutto sostenuto da un fusto spesso e robusto, come i rami. Il fusto se tagliato rilascia una linfa, resinosa rosso scuro simile al sangue che dà il nome alla pianta. L’albero del sangue del drago solitamente produce i suoi fiori nel mese di marzo, ma tutto dipende dal clima e dalla posizione. I fiori raccolti in piccoli grappoli profumati sono bianchi o verdi e crescono all’estremità dei rami.
I frutti sono bacche carnose contenenti i semi che vengono dispersi grazie agli uccelli che se ne cibano.  

Coltivare e moltiplicare le opuntia

Ma tornando alle opunzie vi scrivo alcune nozioni di coltura e moltiplicazione apprese da Adri.

Le opunzie sono piante rustiche si piantano generalmente a sud ovest in terreno drenato e ph neutro e che necessitano di acqua solo al momento dell’impianto ed in estate in caso di estrema siccità.
 Le opunzia sono facili da moltiplicare a patto che si ci munisca di guanti in pelle che serviranno a proteggerci dalle spine anche in fase di raccolta dei loro prelibati frutti.

Moltiplicazione delle opunzie

La moltiplicazione delle opunzie  avviene per talea in primavera, inizio estate staccando una loro pala e lasciandola esposta all’aria perché si cicatrizzi la zona del taglio, dopodiché verrà appoggiata su un terriccio leggero e sabbioso per dare vita alla nuova piantina che naturalmente andrà bagnata. La moltiplicazione per seme invece risulta molto lunga e complicata per cui è sconsigliabile.

Le opunzia si rinvasano in vasi più grandi tagliando con forbici disinfettate da una fiamma le radici secche ed annerite che si sono formate lungo tutta la forma del vaso.

Alla fine di questo bel giro soddisfatta e felice me ne andai con qualche fico d’india tra le mani che mi sarei gustata dopo cena.

Ringrazio Adri per le sue spiegazioni, per avermi permesso di accedere al suo paradiso spinoso, ricordando le sue parole:

“questo non è un giardino per tutti”

e lo posso capire.

Calliopea in terra greca alla scoperta di strani giardini …

Patrizia.Gaidano @Copyright

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *