Elicriso un fiore profumato, immortale

Sensazioni dal profumo di un fiore immortale

Sto risalendo la montagna, per vederne la cima, dalla quale potrò ascoltare la voce del mare.
So già che, da quell’altura, i miei occhi si riempiranno ancora di azzurro e le mie narici si arricchiranno di mille profumi.
Tutti questi profumi poi si compatteranno nella mia mente, creandone uno solo, totalmente nuovo, dal sentore speciale, difficile da scordare.
Così nella mia anima rimarrà l’essenza di quel fiore profumato, immortale dal colore dorato, ossia l’elicriso.

la voce del mare

Il mio cammino alchemico mi rivela il fiore del Elicriso

Sto facendo questo cammino, perché sto cercando di mettermi in contatto con lo spirito della montagna, in attesa di questo magico incontro fiorito.
Mi sento come una Dea greca, alla quale saranno concessi poteri alchemici tali da trasformare le rocce in oro.
Così in quel luogo senza tempo, tra le rocce d’argento, vedrò per sempre sbocciare fiori preziosi, dal colore dorato.
Fiori profumati
che rilasciano nell’aria inebrianti particelle dal sentore legnoso, penetrante, come radice, che sa di liquirizia.
Questi fiori che la montagna greca mi ha rivelato, in tutta la loro potenza, non sono altro che Elicriso o Helichrysum.
L’etimologia,
di origine greca, fa riferimento alle parole di sole (Helios) e di oro (Chrysos).

Descrizione dell’elicriso

L’elicriso (Helichrysum) appartiene alla famiglia delle compositae,  asteraceae ed è originario dell’Europa meridionale, ma si è adattato anche a climi più umidi e freddi e cresce spontaneo nei luoghi aridi e sabbiosi, ben soleggiati, nelle garighe fino ad 800 mt di altitudine.
Il suo nome deriva dal greco “helios” sole  e “chrysos” oro  per il colore giallo e lucente dei fiori che risplendono come oro nel sole.
Fiori belli anche quando appassiscono, perchè seccando mantiengono il loro colore; per questo l’elicriso è detto fiore immortale.

Varietà di elicriso

Ci sono molte varietà di elicriso  (più di n. 600 specie, di cui ben n. 250 in Sud Africa) tra cui ne descrivo alcune.

L’Elicriso Italicum

Helichrysum italicum,  sinon H. angustifolium (ambrenti)

E’ chiamato anche curry plant ed in inglese everlasting, Immortelle si presenta come una pianta sempreverde, perenne, rustica, alta fino a 60 cm, caratterizzata da piccoli fiori gialli come l’oro, riuniti in corimbi che fioriscono in estate, con foglie argentate, lineari, tomentose, lunghe e strette che hanno margine rivolto verso il basso. 
Ogni capolino è avvolto da brattee papiracee rigide. Ama i terreni aridi e rocciosi, vicino al mare per cui è presente ovunque nelle regioni mediterranee. Si usa in cucina per il suo aroma simile al curry.
E’ un’ottima pianta per composizione di mazzi di fiori disidratati, perchè i fiori conservano il colore da secchi.
Con questo elicriso si produce l’olio essenziale immortale usato in aromaterapia per infezioni batteriche, fungine, letargia e depressione.

Elicriso rupestre o delle scogliere

L’Helichrysum rupestre o delle scogliere, helichrysum litoraneo (rock helichrysum) è presente in italia solo in Sicilia, Toscana e Campagna, specie perenne, cespugliosa con fusto legnoso e fiori giallo oro e foglie grigiastre piccole.

Elicriso stoechas

L’Helichrysum stoechas (perpetuino profumato), vive sulle rupi, nei luoghi aridi litoranei o collinari dove fiorisce tra giugno e luglio.
E’ una pianta aromatica e foglie lineari sottili, piuttosto molli e con un forte odore aromatico simile al curry ed alla liquirizia, mentre i fiori sono gialli e globosi ed i capolini sono raccolti in infiorescenze arrotondate ed appiattite. 
E’ presente in ambiente mediterraneo ed in Liguria, ma la sottospecie  stoechas diffusa dalla Dalmazia verso occidente è fortemente aromatica, mentre la sottospecie barrellieri diffusa dalla Sicilia alla Turchia ha un profumo leggero.
Questo elicriso è quello delle mie fotografie in Grecia.

Altri tipi di Helichrysum

  • arenarium si presenta con fitta infiorescenza simile ad ombrella, con 3-40 capolini di 6, 7 mm di diametro e brattee con appendice giallo limone, poi foglie opposte coperte di peluria feltrata, come anche il fusto, sempre grigio feltrato. Ottima pianta diuretica, adatto a mazzi di fiori secchi, con profumo aromatico che ricorda quello del curry.
  •  bracteatum , risente molto in suoli umidi, ma è una pianta molto vistosa e diffusa in commercio.
  •  italicum dartington, anch’esso perenne, sempreverde, con foglie grigio verdi estremamente profumate e fiori sempre piccoli e gialli inseriti in cespugli densi che lo rendono ottima pianta da siepe.
  •  italicum koma, una sempreverde con fiori piccoli giallo brillante che sbocciano su germogli biancastri eretti.
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Coltivazione dell’elicriso, fioritura ed usi della pianta

La coltivazione dell’elicriso può avvenire da seme, mantenendo la temperatura a 20 gradi, oppure acquistando le piantine in vaso dal vivaio, oppure da talea in primavera (prelevare rametti di legno tenero) o in autunno (prelevare rametti di legno semi maturo). La pianta predilige sole pieno e terreno ben sciolto e drenato.
La fioritura dell’elicriso avviene in estate, per cui è possibile raccogliere i suoi fiori aperti, ma non sfioriti e farli seccare.
Una volta secchi i fiori possono essere ridotti in polvere o sminuzzati ed usati in cucina ed anche si possono preparare delle tisane.
L’uso interno di elicriso è controindicato per persone affette da ostruzioni delle vie biliari ed in caso di infiammazioni gastroesofagee.

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Simbologia del fiore di elicriso e composizioni floreali

L’elicriso è un’ottima pianta decorativa infatti in Grecia mi è capitato di assistere a matrimoni ove la chiesa e gli sposi erano adornati di fiori di elicriso, forse perchè i fiori sono conosciuti anche con i nomi di fiori immortali o perpetuini e sono simbolo di amore senza fine, di immortalità e si vedono spesso anche sulle tombe perchè restano sempre belli anche da secchi.

Potatura dell’elicriso

La pianta dell’elicriso va sistemata potandola dopo la fioritura, ma non troppo drasticamente.

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Cosa contiene l’elicriso e come si usa in cucina

La particolarità dell’elicriso è che le sue foglie profumano così tanto anche se non vengono strofinate.
L’elicriso profuma perchè contiene oli essenziali , ma poi contiene anche mucillaggini, tannini ed acidi organici.
L’elicriso profuma di liquirizia, ma anche di curry infatti si può usare in cucina in alternativa a questa spezia.
In cucina si possono raccogliere le foglie ed usarle al posto del curry, aggiungendole al vostro piatto di riso o di carne, ma bisogna toglierle prima di mangiare il piatto perchè può irritare lo stomaco.
In cucina è possibile altresì mettere a macerare 40 grammi di sommità fiorite di eleicriso in un litro di vino bianco secco, per una settimana.

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Usi erboristici dell’elicriso

la pianta è diuretica poi è balsamica infatti è un’ottima alleata delle vie respiratorie infatti e in caso di raffreddori,  bronchiti, laringiti, tracheiti ed è un utile rimedio per la tosse, favorisce l’eliminazione del catarro bronchiale, è utile per attacchi di asma ed infiammazioni allergiche a carico delle mucose nasali.
Per uso esterno, la pianta serve per lenire ustioni, eritemi solari e psoriasi.

Usi cosmetici dell’elicriso

L’elicriso può essere un ottima pianta da pot pourri oppure possiamo mettere una manciata di fiori freschi nell’acqua del bagno, per cinque minuti,  per lenire la pelle irritata dagli agenti atmosferici.
Per la cura della nostra pelle possiamo acquistare o preparare una crema  con estratto glicolico di elicriso in associazione ad altre piante come l’aloe, per avere una splendida crema per pelli delicate che serve per proteggerci il viso dagli agenti atmosferici, come vento e  sbalzi di temperatura, tipo quando si passa dal caldo al freddo.

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Bibliografia

  • Riconoscere i fiori spontanei d’Italia e di Europa, Margot e Roland Spohn, Ricca editore, 2013
  • L’erbario di Jekka Mc Vicar, Logos, 2009
  • Fiori che curano, DeAgostini, 2005
  • Fiori spontanei del mediterraneo, David Burnie, Fabbri editori, 1995
  • Herbs, Lesley Bremness, Dorling Kindersley book, 1994
  • Fiori di Liguria, Edizioni siag Genova, 1970

Patrizia Gaidano@ Copyright

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