La vitis vinifera, il potere di un seme di uva

Vitis vinifera, la dolcezza di un acino d’uva, quando la Natura viene in soccorso

A volte ti chiedi perchè ti succeda qualcosa o ti trovi a vivere una determinata situazione od emozione .
A volte siamo su binari paralleli anche se siamo sullo stesso treno.
Siamo tutti diversi, abbiamo caratteristiche diverse e viviamo in ambienti diversi come le migliaia di piante e fiori che esistono su questa Terra, ma possiamo convivere ed essere amici accettando le nostre diversità.
Ci sono lezioni che la vita ti chiede di imparare ogni giorno ed io il più delle volte chiedo consiglio alla Natura.
Oggi me lo chiedo immersa tra i vigneti ove mi perdo tra piante di vitis vinifera, assaporando tutto il potere di un seme d’uva.


La pianta della vite comune o vitis vinifera

La pianta della vitis vinifera o vite comune appartiene alla famiglia delle vitaceae e  si presenta come pianta legnosa con portamento rampicante, foglie palmate, frastagliate suddivise in tre o cinque lobi che possono ricordare quelle dell’acero, mentre i frutti sono bacche raccolti in grappolo.
Le specie inselvatichite della sottospecie vinifera che io trovai nella mia passeggiata si presentarono a me con un fusto mediamente sviluppato con rami procombenti, striscianti sull’erba, perchè privi di sostengo per arrampicarsi. Gli acini di quell’uva erano di una dolcezza unica perchè alcuni erano come uva passa seccata dal sole.
Quest’uva selvatica la trovai in terra di Calabria, in cui in passato ci fu una grande influenza ellenica.

vitis vinifera inselvatichita

Ma da chi fu introdotta in Europa ed in Italia la vite?

Furono i greci infatti che introdussero la vitivincultra in Europa già in epoca minoica.
I coloni greci che introdussero la vite ed il culto del vino nell’Italia meridionale.

Il vino la bevanda di Bacco

Il vino era per eccellenza la bevanda di Bacco o per i greci di Dioniso, perchè questo Dio rivelò agli uomini  la capacità di produrlo, rivelò il culto della pianta sacra della “vitis vinifera” da cui si estrae la gioia del bere insieme, la gioia della festa del vino.

I vini greci e la retsina

Gli antichi vini greci pare che fossero anche molto dolci infatti certi vini venivano prodotti da uva appassita al sole, ma l’enologia greca fu molto varia sia per il tipo di uva usata sia per il suo grado di maturazione.
Nella letteratura dell’epoca pare inoltre che certi vini greci avessero il sentore di fiori come la rosa e la violetta.
I greci introdussero anche le resine per conservare i vini, da qui proviene proprio il famoso vino Retsina.

Perchè l’uva fa bene? cosa c’è dentro un acino d’uva…

Facciamo un passo indietro,  torniamo alla pianta di “vitis vinifera”  il cui nome deriva dalle parole “vitis” che significa tralcio di vite e “vinum” ossia vino e poi “fero” che in greco deriva dal verbo portare, quindi la “vitis vinifera” è la pianta il cui tralcio porta il vino, il nettare divino.
Poi pensiamo ai frutti della “vitis vinifera” che in realtà sono dolci bacche che noi chiamiamo acini d’uva. Ebbene i famosi acini d’uva, tanto belli a vedersi, fanno anche bene perchè contengono zuccheri direttamente assimilabili  quali glucosio, mannosio e levulosio oltre a contenere sali minerali come magnesio, fosforo, potassio, manganese, ferro, calcio, iodio, silicio.

In un acino …

Oltre a questi sali ed acidi organici un acino d’uva è ricco di  tannini e resveratrolo contenuti nella buccia (in particolare dell’uva nera), e poi polifenoli e vitamine del gruppo A, B, C.
Per questo l’uva ha proprietà antiossidanti, antivirali ed anticancro, inoltre il fenolo, contenuto nell’uva, è in grado di contrastare il virus  dell’herpes simplex mediante applicazione di succo d’uva sulle labbra.
L’uva prodotta dalla “vitis vinifera” è un ottimo alimento disintossicante, ringiovanente e serve in caso di affaticamento, vene varicose, e per regolare l’intestino.

Vitis vinifera in omeopatia

In omeopatia la “vitis vinifera” viene usata in caso di problemi circolatori, mentre nella medicina indiana viene usata per il vomito.

Ma fanno bene anche i semi per tanti così fastidiosi al palato?

I semi dell’uva che di per se potrebbero sembrare fastidiosi al palato sono degli ottimi antiossidanti naturali ed aiutano la pelle proteggendo anche il nostro corpo dai radicali liberi, poi  migliorano la circolazione, depurano il sangue, migliorano la vista perchè contengono anche vitamina E e betacarotene. 
Sembrerebbe anche, da alcune ricerche, che i semi d’uva siano utili per proteggere la pelle e l’intero organismo dall’inquinamento e dall’effetto del fumo passivo.

Una terapia a base di uva

Ebbene si, esiste addirittura una cura con l’uva che si chiama ampeloterapia (dal greco “άμπελος” ossia vite), che prevede il consumo di uva matura da vino, non trattata, come alimento giornaliero.

Le foglie di vite nella cucina greca, ma anche l’uva sultanina

Le tenere foglie di vite invece sono commestibili e nella cucina greca si preparano degli ottimi involtini (dolmades) ripieni di riso.
L’ uva passa o uva sultanina, quella essiccata naturalmente dal sole, anche se più zuccherina, è una delizia per il palato e cura mal di gola, laringite, bronchite.

Ma dove si può trovare un vino greco DOC prodotto in Italia? (Ecco il greco di Bianco DOC)

In Calabria, nel territorio di Bianco e Casignana, si produce un vino DOC chiamato Greco di Bianco la cui pianta di vite ha origini greche risalenti allo sbarco dei primi coloni greci a Capo Zefiro.

Le uve bianche utilizzate per realizzare questo vino hanno la caratteristica che prima di essere spremute vengono fatte appassire al sole su graticci di canne.

Il messaggio dalla vitis vinifera

Una vita senza amici ti rende una pianta sterile, senza frutto, tenendo conto che l’amicizia è un frutto che matura lentamente.

Ringrazio la Natura per aver messo a disposizione dell’uomo la pianta della “vistis vinifera”,  per il regalo del vino che mette allegria tra gli amici, per la vendemmia che è la festa in cui la famiglia si ritrova e si riunisce.

E non posso che ascoltare una delle musiche di uno dei miei flim preferiti con Kevin Kline e Meg Ryan : ”  les yeux ouverts – beautiful south “

Bibliografia:
– Nuovo erbario figurato, G. Negri, Hoepli edizioni, 2014
– Le erbe medicinali, Tina Cecchini, edizioni De Vecchi, 2008

Patrizia Gaidano@ Copyright

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