Vilucchio bianco e Convolvolo arvensis, campanule amate da api e farfalle

Le campanelle bianche e rosate amate da api e farfalle

Ecco delle piante spontanee, delle campanelle bianche e rosate amate da api e farfalle. Sto parlando del vilucchio bianco, una pianta mellifera, spesso catalogata come erbaccia da estirpare per la sua invadenza espansiva, ma che in realtà è un’amica preziosa della biodiversità.
La incontro spesso in campagna, in compagnia del suo parente, il convolvolo arvensis che mi fa sognare con la semplicità dei suoi fiori rosati.

Il vilucchio bianco

Il vilucchio bianco o calystegia sepium è una pianta perenne della famiglia delle convolvulaceae, dai grandi fiori campanulati bianchi.
Una campanella bianca dai bei fiori estivi grandi, imbutiformi grandi fino a 5 cm., che si sviluppano su peduncoli in un contorno di foglie astate o cuoriformi verdi  che partono da fusti volubili e che si arrampicano ad altre specie vegetali,  raggiungendo anche i tre metri di lunghezza.

I fusti del vilucchio bianco

La particolarità dei fusti del vilucchio bianco è che crescono compiendo un movimento circolare antiorario che si concretizza in un giro che si compie in due ore.
Questa campanula è fantastica per ricoprire recinzioni e staccionate anche se un po’ invadente ed ingombrante.
Per questo il vilucchio bianco cresce lungo le siepi, le strade, i sentieri, le ferrovie ed in antichità venne anche mangiato, cucinando le sue foglie con altre verdure.

Le proprietà erboristiche del vilucchio bianco

Il vilucchio bianco è una pianta usata anche in erboristeria per la sua azione catartica e coleretica e purgativa. E’ una pianta che stimola il funzionamento della muscolatura liscia e nello specifico della peristalsi intestinale, aumentando anche la secrezione biliare e che ha anche un effetto diuretico e anti febbre, ma che non viene spesso impiegata forse per il suo effetto purgante.
Un’azione purgativa si ottiene dalla polvere delle radici del vilucchio bianco raccolte alla fine dell’inverno e fatte essiccare, ma anche da una tisana fatta con le foglie raccolte in estate o la tintura madre.

Un infuso contro la stitichezza

Con questo convolvolo bianco è possibile preparare un infuso anti stitichezza versando 6 grammi di foglie in mezzo litro di acqua bollente da filtrare ed addolcire con miele.
Il vilucchio bianco poi contiene nelle radici una resina gommosa oltre ad amidi e zuccheri cristallizzabili, mentre i suoi fiori sono considerati febbrifughi e le radici mescolate al miele hanno azione stimolante per la peristalsi intestinale.

Il convolvolo arvensis

Ma passiamo all’altro suo parente più piccino dall’eleganza sopraffina amato anch’esso da api e farfalle e conosciamo il convolvolo arvensis o vilucchio comune.

Descrizione del convolvolo arvensis

Anche queste campanelle provengono da una pianta che è considerata infestante, da estirpare e si caratterizza per i suoi fiori solitari dal bianco al rosa striato, sempre con corolla imbutiforme, la cui particolarità è che si aprono solo per un giorno ed in mattinata, con tutta la loro semplice poesia che li fa notare dalle ascelle fogliari che rivelano altresì foglie verdi cuoriformi o astate, più lunghe che larghe, che si sviluppano su piccoli e lunghi fusti, lunghi fino ad un metro, che si aggrappano a tutto.

Habitat convolvolo arvensis e proprietà erboristiche

E’ facile vedere il convolvolo arvensis nei campi coltivati, lungo i bordi delle strade negli incolti e nei sentieri. Questa pianta è una perenne della famiglia delle convolvulaceae.
In erboristeria si usano le foglie e le radici che hanno proprietà purgative, coleretiche, e colagoghe simili al vilucchio bianco o calystegia sepium.

Il nome di convolvolo deriva dal greco e significa avvolgere per la caratteristica della pianta che avvolge ciò su cui si arrampica. Il nome volgare di vilucchio ha lo stesso significato.

Bibliografia:
Atlante illustrato delle Piante medicinali e curative, edizioni il Castello, 2013
Riconoscere i fiori spontanei d’Italia e d’Europa, Margot e Roland Sphon, Ricca editore, 2013
Le erbe medicinali Tina Cecchini , De Vecchi edizioni, 2003

Patrizia Gaidano @Copyright

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