Un giro al parco torinese del Valentino ed uno scoiattolo grigio

Un giro al parco torinese del Valentino

Oggi, nel giorno che dovrebbe precedere la candida neve, mi viene voglia di fare un giro al Valentino, il parco torinese per eccellenza.
Così salgo in auto e per l’ora di pranzo mi trovo immersa nei viali del parco torinese.
Vi accedo da viale Enrico Millo ove ho posteggiato la mia auto bianca che vorrei sparisse in quel contesto così armonioso di alberi dai colori aranciati.
Sono felice che ci siano ancora polmoni verdi nelle nostre città ove poter passeggiare nella natura.
Sono felice di poter vedere ancora piccoli animali e conoscere uno scoiattolo grigio.

Cosa vedere nel parco del Valentino

La costruzione del borgo medioevale, che si delinea di fronte a me, all’interno del parco, è una riproduzione perfetta di un tipico borgo medievale composto da chiese, case, piazze, mura, tutto sovrastato da una rocca degna di nota.
Così mi trovo in un museo a cielo aperto, che si staglia lungo le rive del fiume Po e camminando osservo gli alberi che si riflettono nelle sue calme acque, come se fossero corpi semi spogli, vestiti solo di caduche foglie.
Questo per me è l’effetto autunnale del parco torinese.

Gli alberi del parco del Valentino e gli scoiattoli

Così mentre osservo quegli alberi sinuosi ed aggraziati mi sento come l’Ophelia del dipinto di johon Everett Millais.
Ed in quelle tranquille acque osservo e riconosco proprio la mia immagine che appare sospesa a pelo d’acqua tra le foglie.
Poi  distolgo l’attenzione dall’acqua e la rivolgo agli alberi, alle alte querce e mi accorgo che tutto intorno saltellano scoiattoli grigi di una bucolica bellezza.
Allora li osservo mentre salgono e scendono veloci dagli alberi e li guardo mentre sono intenti a mangiare e nascondere ghiande.
Trovo che sia piacevole passeggiare qui anche con i bambini per far vedere loro cosa succede in un piccolo angolo di natura, per far conoscer loro gli animali e le piante dal vero.

Emozionante incontro con uno scoiattolo grigio

Così vedo gli scoiattoli e mi viene voglia di chiamarli, ed allora lo faccio. Uno risponde al mio appello ed io, incredula, lo ammiro mentre si sta arrampicando sulla mia gamba, come fosse un ramo di un albero.
Così assaporo quella sensazione pervadente che coinvolge e trasporta l’essere nella sua totalità e nel mistero inspiegabile che presuppone unicamente accettazione, privilegio e gratitudine.
Così conosco un nuovo amico, che chiamo Valentino, lo scoiattolo guardiano del parco.
Allora mi accorgo che il tempo si è fermato per noi, perché entrambe ci guardiamo negli occhi.
Entrambe ci fondiamo in un’armoniosa comunicazione di sguardi che dicono di più di mille parole.


Poi mi soffermo ad ascoltare il mio cuore che batte nella percezione dell’attrito leggero e delicato delle sue zampine, che irradiano tutto il calore del suo corpo, che sento accompagnarmi a lungo, anche quando ci salutiamo.
Sono in un momento eterno.

Gli scoiattoli, simbolismo, temperamento

Allora penso al simbolismo di questo magnifico animale che aiuta la natura a ripopolarsi di alberi, sotterrando, nel terreno, le sue scorte di cibo.
Gli scoiattoli, essendo animali previdenti, fanno provviste di cibo per l’inverno, ma poi finiscono per dimenticarsi la mappa mentale dei loro nascondigli, aiutando indirettamente la natura, nella sua diffusione.
Così penso al messaggio globale di Valentino, lo scoiattolino che rispetta e restituisce a madre terra-natura tutto ciò che è in eccesso.  
Poi penso al temperamento dello scoiattolo che con forza e tenacia supera ogni difficoltà e penso alla sua bravura nel confondere gli avversari più temibili attraverso finte ed astuzie.

Gli scoiattoli della California ed i serpenti a sonagli

Così penso agli scoiattoli della California o “spermophilus beecheyi” che per difendere i loro piccoli sono in grado di lottare contro i temibili  serpenti a sonagli, che sono sensibili agli infrarossi prodotti proprio dal calore del corpo degli scoiattoli.
Rifletto su questi scoiattoli che hanno capito come difendersi dai loro avversari più temibili, grazie alla capacità di poter usare il loro corpo per intimidire e disorientare i velenosissimi rettili, uniformandosi al loro linguaggio, dimostrando così la loro intelligenza, la loro astuzia ed il loro coraggio sfrontato.
Questi temerari scoiattoli affrontano a pelo ritto i serpenti scalciando a terra e con il movimento animato della coda dilatano i vasi sanguigni, presenti sia sulla pelle, sia sulla coda, producendo calore che viene percepito dai rettili come infrarosso.


Lo scoiattolo grigio delle mie fotografie

Lo scoiattolo grigio nordamericano o “Sciurus carolinensis”, anche se è un simpatico animaletto, sta progressivamente causando la sparizione dell’autoctono scoiattolo rosso europeo o “Sciurus vulgaris”, perché è più veloce nel riprodursi, è vorace e sembra essere portatore sano di un virus che sterminerebbe la specie europea.
Il Piemonte è una delle regioni in cui lo scoiattolo grigio è maggiormente diffuso.
Chissà cosa farà l’uomo in merito e cosa deciderà la Natura…

La comunicazione tra uomo-animale-natura diventa linguaggio universale che fa vibrare l’anima ed io ascloto: “Richard Clayderman – love story”

Patrizia Gaidano@ Copyright

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *