La saponaria officinalis, anche un detersivo ecologico

 La saponaria officinale una pianta, un fresco bucato

Non c’è pianta dal profumo più fresco e delicato che ci consenta di pensare al nostro bucato dandoci modo di realizzare un detersivo, totalmente naturale ed ecologico, da usare anche per le nostre stoviglie e per il nostro corpo.  Sto parlando della saponaria officinale.
Conosco questa pianta spontanea lungo un piccolo sentiero di campagna. Lei mi colpisce con i suoi bei fiori rosa pallido raccolti in mazzetti, soavemente profumati.
Per questo mi chino in segno di rispetto e rivedo mia nonna al ruscello, intenta a fare il bucato.

Il nome di saponaria non è a caso

Il nome di saponaria infatti, non a caso, proviene dal latino “sapo” ossia sapone perché le foglie e le radici di questa pianta, se vengono strofinate in acqua producono una schiuma detergente simile al sapone. L’effetto sapone avviene perché le saponarie contengono saponina che è l’elemento che ha fatto sì che l’uomo la utilizzasse dai tempi dei tempi come delicato detersivo naturale.


Un messaggio ecologico da un fiore e la ricetta del detergente

Per questo, anche questa volta, mi rendo conto che la natura è un’amica preziosa che ci consiglia sempre al meglio nel rispetto totale dell’ambiente e della nostra persona.
Per cui cerchiamo di abbandonare i prodotti chimici ed affidiamoci alla natura che pensa alla nostra pelle ed ai nostri indumenti e facciamo essiccare le foglie della saponaria per preparare un buon detergente ecologico. Procediamo polverizzando le foglie secche della pianta ed aggiungiamo un goccio di aceto ed otterremo un buon detersivo per il bucato e per le stoviglie.

Un infuso di foglie come shampoo e detergente delicato

Ma saponaria officinalis si presta per sperimentare molto di più, infatti può essere usata in infuso per realizzare uno shampoo per capelli fragili e sfibrati oltre al fatto che l’infuso potrebbe essere usato come detergente per pelli delicate.

La saponaria anche un bel fiore da giardino 

La saponaria officinale, oltre ad essere un utile detergente, è anche un bellissimo fiore da coltivare.
Il suo profumo diventa più penetrante la sera quando si concentra maggiormente, per regalarci splendide serate in giardino, con gli amici che ci chiederanno notizie di lei, desiderosi di piantarla.
Coltivandola scoprirete che con la saponaria arriveranno anche le farfalle che la impollinano ed addirittura la usano per riprodursi.

Per questo seminatela in autunno e la vederete nascere in primavera oppure prelevate delle talee, da steli non fioriti, da primavera ad inizio estate e propagatela.
Creerete un bel giardino per le farfalle.

Famiglia della saponaria officinalis ed habitat

La saponaria officinalis appartiene al genere saponarie.
Di saponarie ne esistono almeno quaranta specie.
Tutte sono dei vegetali annui o perenni della famiglia delle cariofillacee.
La saponaria officinalis è una pianta spontanea vigorosa, alta fino ad ottanta centimetri che si trova nei prati erbosi, lungo i sentieri, nei luoghi umidi e lungo i ruscelli.

Descrizione della pianta

I fiori profumati appaiono in estate, da giugno ad agosto.
Essi sono formati da cinque petali rosa chiaro, talvolta bianchi e sono raccolti in mazzetti.
I fusti di colore verde chiaro, sono eretti e nodosi ed hanno delle sfumature rossastre.
Le foglie
, sempre verdi chiare,  presentano tre nervature longitudinali  e sono lanceolate ed appuntite.
I frutti maturano in autunno e sono costituiti da  capsule ovali contenenti tantissimi semini simili a pastiglie.
La radice principale, profumata soprattutto di sera e di notte, ricorda una rapa.


Sulla radice di saponaria officinalis e sui fiori

La radice si può trovare in vendita per essere utilizzata come detersivo per indumenti delicati, soprattutto lana. Essa, oltre alla saponina, contiene mucillaggini, idrati di carbonio ed una resina molle.
I fiori invece contengono tannini, un olio essenziale e due coloranti, uno rosso solubile nell’olio ed uno bianco solubile nell’acqua.

L’olio rosso di saponaria fa bene allo stomaco

L’olio rosso di saponaria si prepara facendo macerare in olio di oliva e mezzo litro di vino bianco cinquecento grammi di fiori freschi.
Questo olio si usa per mal di stomaco e dolori addominali.

Le altre proprietà della radice della saponaria e dei fiori

La radice di saponaria officinale oltre a proprietà detersive ha proprietà aperitive, toniche, depurative e diuretiche.
I fiori hanno proprietà antisettiche, analgesiche, balsamiche, diuretiche e vulnerarie.

La saponaria officinalis  serve per la cura di dermatiti, eczemi, psoriasi, sotto forma di decotto, mentre la radice ha funzione depurativa, espettorante e diuretica.

I decotti

Con la radice di saponaria (raccolta all’inizio della primavera) si possono preparare decotti per curare fegato, dolori reumatici e dermatosi, mentre ad uso esterno il decotto si può mettere con garze sulla pelle affetta da dermatiti e psoriasi. 

Il decotto di radice e foglie di saponaria fresche è utile per detergere e disinfettare piaghe e ferite.
L’uso di saponaria però va contenuto soprattutto quello interno per il contenuto della saponina onde evitare problemi.

Lo shampoo alla saponaria, ricetta

La presenza delle saponine rende la saponaria utile per prodursi uno shampo casalingo alla saponaria  fatto con 15 grammi di radice di saponaria essiccata e due manciate di steli freschi  che andranno tritati e mischiati alla polvere di radice e fatti bollire per 20 minuti per poi essere filtrati ed ottenere una lozione detergente.

Bibliografia:

Fiori di Liguria, G. Nicolini A. Moreschi, Edizioni Siag Genova, 1970
Enciclopedia delle erbe riconoscimento ed uso medicinale, aromatico, cosmetico, Edizioni del Baldo, 2012
Riconoscere i fiori spontanei d’Italia e d’Europa, Margot e Roland Sphon, Ricca Editore, 2013
L’erbario di jekka Mc Vicar, Logos 2009

Patrizia. Gaidano@ Copyright

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