La pastinaca sativa un’ombrellifera gialla commestibile

La pastinaca selvatica sativa, una ombrellifera commestibile

Non è facile imbattersi in un’ombrellifera selvatica commestibile dai fiori gialli, tanto più se molto piccoli ed arrotolati verso l’interno, quasi a nascondersi dagli sguardi indiscreti.
Questi fiori si mostrano a me con una grazia ed uno slancio che delineano il portamento della pianta, che si distingue da tutte le altre ombrellifere, altrettanto belle, ma più comuni.
Lei è la pastinaca sativa selvatica, un’ombrellifera commestibile dai fiori gialli.

La pastinaca sativa selvatica mi apre le porte al Paradiso

Così scopro quest’ombrellifera la pastinaca sativa selvatica, sul fare del mezzogiorno, attratta da una stretta stradina, che percorro lungo un piccolo cimitero di campagna dai cancelli azzurrati.

“Amando la Natura si accede ai cancelli celesti del Paradiso…”

Così osservando quei cancelli li paragono alle porte del Paradiso e visualizzo giardini umili di terra, da creare nel mondo, giardini come prati che accogono il corpo dei nostri cari e penso a loro che sono sempre nel nostro cuore.

Penso alla loro essenza che continua a vivere in noi e la mia anima verde vola tra i campi intervallati dai fiori spontanei che immobili guardano il cielo.

Una pianta che attira le api

Così seguendo quella stradina mi perdo in un prato fiorito dalle tonalità del giallo e del verde, che percorro nella sua lunghezza, felice di camminare nella frescura rilasciata dall’erba che ospita distese infinite di fiori gialli.
Sono ombrellifere di pastinaca selvatica sativa, che svettano profumate, attirando api operose in cerca dell’amore di un fiore.

Una pianta antica, primitiva dalla radice commestibile

La pastinaca sativa che scopro in questo prato è selvatica e si è sviluppata dalla pastinaca comune che si coltiva in giardino come ortaggio per il consumo della sua radice, naturalmente molto più grossa di quella selvatica.  


Così conosco una pianta antica, raccolta già dagli uomini primitivi, delle zone dell’Asia Occidentale, dalla quale probabilmente ha origine e poi leggo che la radice della pastinaca selvatica veniva utilizzata dai contadini irlandesi per preparare dei piacevoli liquori lasciando fermentare le sue radici nello stesso modo del luppolo.

La pastinaca selvatica, descrizione

Così scopro una delle poche apiaceae, ombrellifere europee dai piccoli fiori gialli, ermafroditi, (2 mm di diametro) raccolti in ombrelle di 4 -8 cm. di diametro che fioriscono in luglio ed agosto.


Così osservo da vicino questi minuscoli fiorellini e vedo piccoli petali gialli che si arrotolano verso l’interno sorretti da un ovario costolato che è portato da fusti eretti, angolosi e solcati.
La pastinaca selvatica sativa è una pianta biennale che prevede che il suo fusto si sviluppi proprio nel suo secondo anno di vita.

Poi inizio ad osservare le foglie che mi ricordano grosso modo quelle del sedano e del prezzemolo, infatti sono ellittiche e dentate e si sviluppano in abbondanza nella parte basale della pianta che si radica nel terreno con la sua radice a fittone di colore giallo marroncino e bianca giallognola all’interno. Quando faccio per estrarla si sprigiona un profumo tra il sedano, il prezzemolo e la carota che mi fa venire l’acquolina in bocca.

La pastinaca selvatica sativa è un’ombrellifera gialla che vegeta in tutta Italia nei prati, nelle scarpate, lungo i margini ferroviari e comunque nei terreni ricchi di azoto.

Proprietà e dolcezza in una pianta selvatica

La pastinaca selvatica sativa in inglese wild parsnip contiene zuccheri, grassi, minerali e vitamine ed è molto nutriente, soprattutto la radice, mentre la parte aerea della pianta è diuretica e disintossicante.

Oltre a questi componenti la pastinaca sativa contiene olio essenziale, sostanze grasse, pectine, carboidrati e vitamina C.

La pastinaca in cucina

La radice della pastinaca si può usare in cucina per il suo sapore che ricorda la carota e per il suo potere nutritivo che ne fa anche un alimento dietetico, infatti 100 g di radice, corrispondono a 22 kcal e contengono 12 g di fibre.


I romani in antichità la cucinavano con il miele attribuendone proprietà afrodisiache, ma voi potete farvi anche un bel liquore digestivo come fanno i nordici da bere a fine pasto.
Le estremità delle ramificazioni della pastinaca sativa possono essere usate anche come spezia.

La pastinaca, usi erboristici

Se invece vi volete fare una bella tisana disintossicante,  diuretica e digestiva non vi resta che raccogliere le foglie della pastinaca sativa in estate e ve la ritroverete per tutto l’inverno.
I semi invece si possono polverizzare per assumerli, prima dei pasti, in caso di inappetenza.

Bibliografia:

  • Wild flower of Britain, Reader’s digest, 1981
  • Riconoscere i fiori spontanei d’italia e d’Europa,Margot e Roland Sphon, Ricca Editore, 2013
  • Erbe consentite, erbe proibite, Ida Salusso, Verde Libri edizioni, 2014

Patrizia Gaidano @ Copyright

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