La fioreria libreria di piazza Chironi a Torino ed il fiore del garofano

Un negozio di fiori ed una libreria

Apro la porta attraverso una particolare maniglia fiorata, ed entro nel piccolo negozio di fiori che è anche una libreria di Piazza Chironi a Torino.
Un luogo che profuma di fiori e pagine sbiadite, di storie di vita, cariche di sentimenti, dal sentore dell’erba e del muschio. Così assorbo le emozioni di quel luogo che ospita fiori variopinti con prevalenza dei toni del verde. Un colore che tanto ama e contraddistingue Sergio l’anima del negozio, l’uomo che lui stesso definisce presuntuoso ed umile.
Così scopro la libreria fioreria di Piazza Chironi a Torino, un luogo ingombro di libri, fotografie, cartoline, lettere, chiavi, soprammobili, pupazzi, foto, quadri e vasi di fiori, ma l’oggetto che più mi colpisce è un cuore rosso di stoffa vellutata con scritto: “ti amo”. Sarà banale, ma mi fa pensare ad una storia d’amore.

Un negozio originale ed un uomo nato tra i fiori

Il negozio è originale, sembra quasi una casa. Io lo definisco un dispensario d’amore.
Sono colpita ed ammaliata da questo piccolo spazio fuori dal tempo, che racchiude l’essenza di Sergio e gli chiedo come gli sia venuto in mente di aprire questo scrigno d’amore ed apprendo che Sergio è nato tra i fiori.
Così realizzo che la mamma di Sergio, di nome Maria, ebbe le doglie tra i garofani della floricultura ligure sanremasca in cui lavorava in gioventù.
Così scopro che, poco dopo, nell’anno 1938, era nato Sergio Scardetta al quale, la madre Maria, trasmise tutto il carisma e la sua voglia di vivere, uniti, nell’amore per i fiori. 

I ricordi di Sergio

Quel pomeriggio Sergio mi raccontò molto di sé facendomi vedere le vecchie foto dei suoi genitori, che si erano amati moltissimo, tant’è che mi disse che la madre Maria raggiunse e riuscì a sposare, al fronte, il suo amato, spingendosi fino a Stalingrado. Il padre di Sergio li vide ancora un’ultima volta, prima della sua morte, in occasione della nascita di Sergio e tutto venne immortalato in uno scatto, racchiuso in una minuscola foto in bianco e nero, che io scovai, ben nascosta, nel portafoglio di Maria. Quella piccola foto Maria l’aveva sempre conservata all’interno del suo portafoglio, portandola con sé per tutta la vita.
Maria era una donna molto bella ed ebbe una vita intensa fatta di lavoro, soddisfazioni e tanto amore.
Chi ama i fiori ama la vita e si circonda d’amore.
Per questo sono certa che Maria sapesse amare in modo speciale e lo esprimesse proprio a tutti  attraverso ai fiori.

Una vita dedicata ai fiori, all’amore ed alla cultura

Sergio sicuramente seguì le sue orme della made, o meglio lasciò che i suoi geni esprimessero la loro essenza e dedicò la sua vita ai fiori, accompagnandoli ai libri.
D’altronde la cultura si accompagna a bellezza e dove c’è bellezza c’è amore ed i fiori esprimono tutto questo.
Direi proprio una fantastica assonanza che io trovai racchiusa, in un luogo di luce, tra le grigie mura dei palazzi di una zona popolare di Torino, che incuriosisce, attrae, affascina, emoziona, trasportando lo spirito in una dimensione onirica di purezza e sentimento.

Un dispensario d’amore

Quel pomeriggio fui molto felice di parlare con Sergio, le sue parole erano calco vellutato e tabacco e viaggiavano libere nel treno della vita che accoglie, attraversa e percorre.
Quel giorno fui felice dell’accoglienza che mi riservò al negozio, senza conoscermi, ed ammirai la sua gentilezza ed il suo bel modo di fare. 
Aveva una parola amabile per tutti coloro che entravano nel negozio, chi con libri usati da lasciare, chi solo per salutarlo o conversare.
Quel luogo era un dispensario d’amore, un’iniezione di buonumore e contraddistingueva la natura di Sergio.
Quel giorno comprai alcuni vecchi libri e Sergio mi fece omaggio di un mazzo di fiori profumato che sapeva di lilium e di rose.
Se penso a Sergio ed alla sua mamma Maria non posso che associare a loro il fiore del garofano, tra i quali nacque Sergio.

Il fiore del garofano profuma di spezie

Il garofano è una pianta probabilmente conosciuta già da Teofrasto, circa trecento anni prima di Cristo.
Un fiore dal delicato e persistente profumo che ricorda i chiodi di garofano (eugenia caryophyllata), dal nome latino di “caryophyllus” e dal comune nome di “garofolo”, da cui deriva il nome della specie.
Il garofano fu anche “fiore della salvezza” in quanto i soldati della seconda crociata di Luigi IX, scampati alla peste in Tunisi, lo portarono in Francia per coltivarlo. Così il 1800 fu l’espressione di massima coltivazione del garofano che portò anche alla nascita degli ibridi.

garofano dei poeti

Descrizione dei garofani

I garofani in generale hanno foglie strette e lanceolate, grigio verdi o argentate, sparse lungo il fusto che a volte è ritorto. Le forme alte di garofano sono piuttosto deboli come stelo ed hanno bisogno di sostegno per evitare che si danneggino, questo anche se i garofani se sono specie rustiche o semi rustiche. Il garofano, è conosciuto col nome di linneiano di “Dianthus” ed appartiene alla famiglia delle caryphyllaceae.

Coltivazione

I garofani, per essere coltivati, prediligono posizioni soleggiate ed un terreno aperto e ben drenato, leggermente alcalino, ad eccezione di dianthus pavonius che lo predilige acido.

dianthus tickked pink

I gruppi di garofani

I garofani si dividono in gruppi, disponibili in cultivar monocrome o bicolori, tra cui:
garofani da bordura: annuali o perenni, sempreverdi, rustici, con abbondante fioritura estiva, adatti da recidere o per bordura. Ogni stelo porta cinque o più fiori profumati, doppi o semidoppi, larghi fino a 8 cm.
Tra i garofani da bordura cito: “dianthus Aldridge yellow” (fiori semi doppi giallo chiaro), il “d. Bookham perfume” (perenne profumato, semidoppio cremisi) ed il “d. Christine Hough” (perenne con fiori semidoppi color albicocca sfumati e striati di rosa fucsia).
-garofani rifiorenti:  che fioriscono tutto l’anno, semi rustici, coltivati per la produzione di fiori recisi.
Piante perenni, sempreveerdi, con fiori doppi, larghi fino a 6 cm.,  generalmente senza profumo, spesso striati o variegati.
Tra i rifiorenti cito: il “d. Albisola” (fiore doppio giallo arancio), il “d. Astor” (fiori profumati doppi scarlatti, una delle poche varietà rifiorenti profumate), il “d. Borello” (fiori doppi gialli), ed il “d. Pierrot” (fiori doppi lavanda rosa chiaro con petali orlati di viola).
-garofanini: perenni, rustici, sempreverdi, cespitose adatte a bordure e dai fiori fragranti, singoli o doppi  di diametro da 3 a 6 centimetri.

Le suddivisioni dei garofanini

I garofanini si dividono a loro volta in garofanini classici, a cespo basso e masse di fiori da metà estate e garofanini moderni, più vigorosi dei precedenti e generati dall’incrocio tra un garofanino classico ed un rifiorente.
Tra i garofanini cito: il “d. Alice “(garofanino moderno, fiori semi doppi bianco avorio con occhio cremisi), il “d. Bovey Belle” (garofanino moderno con fiori semi doppi viola intenso ottimi da recidere),  il “d. Freckles” (garofanino moderno con fiori doppi rosa scuro screziati di rosso), poi il “d. Brympton Red”(garofanino classico con  fiori singoli cremisi brillante con sfumature più scure) ed il “d. Dad’s Favourite” (garofanino classico, con fiori profumati semidoppi bianchi orlati di marrone).

Altri dianthus

Altre varietà di dianthus che cito sono:
caryophyllus (il classico garofano rosso, bianco e giallo dei fioristi)
– barbatus o “garofano dei poeti” o “garofano a mazzetti”, molto profumato, coloratissimo, biennale e rustico, adatto a bordure, aiuole.
– alpinus che è l’unica specie sponatanea, dei pascoli delle Alpi orientali, con i fiori privi di profumo
deltoides, di colore rosa intenso, a piccoli fiori, presente nei pascoli della nostra penisola.

Etimologia

L’etimologia di “dianthus” significa “fiore di Dio”,  perchè deriva dal greco “Διὸς”  da Dio, fiore di Zeus ed “ἄνϑος ” ossia fiore.

garofano dei poeti

Gli usi dei garofani

I garofani si usano in profumeria per via delle essenze, mentre nella medicina popolare venivano usati come espettoranti e diuretici.  Dai petali dei garofani si ricava un tonico nervino.
Con i garofani rossi ( dianthus caryophillus) è possibile realizzare un liquore al garofano rosso.

garofano rosso

La ricetta del liquore al garofano rosso

Si procede facendo infondere per quindici giorni, in un litro di alcol a 90°, trecento grammi di petali di garofano e dieci chiodi di garofano al quale si andrà ad unire uno sciroppo, ben freddo, fatto con  un chilo di zucchero ed un litro d’acqua, bolliti per almeno cinque minuti. Questo liquore si dovrà filtrare ed imbottigliare e bere dopo due mesi dalla produzione. D’altronde in antichità già i mussulmani usavano i petali di garofano per profumare i liquori.

I garofani in cucina

I petali dei garofani si possono usare per impreziosire insalate, zuppe, salse e torte di frutta. L’unico accorgimento è quello di staccare la parte bianca da ogni petalo (unghia) che risulta essere molto amara.

dianthus kaori

La rivoluzione dei garofani

Pensando ai garofani non posso che ricordare la canzone: “E depois do adeus” di Paulo de Carvalho (vincitrice del Festival della della Rádio Televisão Portuguesa, “simile a Sanremo”). Questa canzone parla di emozioni legate ad un amore finito con rimpianto, ma in realtà fu il segnale insospettabile di avvio di una rivoluzione, mandato ignaramente in onda da una radio di stampo cattolico.
Fu la Rivoluzione dei Garofani del 1974 che segnò la fine della dittatura in Portogallo, a favore della democrazia. Venne chiamata così perchè Celeste, una ragazza che lavorava in un ristorante,  infilò dei garofani nella canna del fucile dei militari, innescando un benevolo effetto a catena. Il gesto di Celeste diede il nome ad una Rivoluzione, ricordata per l’assenza di spargimento di sangue, fatta di fiori nelle canne dei fucili.

Bibliografia:
Piante da fiore e ornamentali, Eva Mameli Calvino, Editoriale G.Mondadori,  1992
La grande enciclopedia delle piante e dei fiori da giardino, Christopher Brickell,  Arnoldo Mondadori Editore, 1990

Patrizia Gaidano@ Copyright

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