Il lentisco, pistacia lentiscus e la mastica o μαςτιχα

Faccio conoscenza con il lentisco

Feci conoscenza con questo bell’arbusto resinoso chiamato pistacia lentiscus, in Calabria grazie al signor Peppe che ne tagiava dei rami per le sue nasse e poi lo ricollegai alla Grecia, all’isola di Chios, dove crescono alberi di lentisco dai quali si estrae una resina, la mastica o μαςτιχα
Il nome lentisco appunto sembra sia legato alla parola “lentus”, per le caratteristiche viscose della pianta.

 

Il lentisco, mastic tree, descrizione della pianta

Il lentisco o “pistacia lentiscus” (mastic tree) è un arbusto tipicamente mediterraneo, legnoso, facente parte della famiglia delle anacardiacee, originario del Brasile e del Perù e naturalizzato in Europa dal  XVII secolo.
Ha foglie paripenate, ovali di un bel verde scuro lucido e produce piccoli fiori, riuniti in pannocchie di colore verde per quelli femminili e rossiccio per quelli maschili.
I frutti del lentisco sono ricchi di grassi, e sono delle drupacee rosse che diventano nere a maturazione in autunno. 

pistacia lentiscus

I frutti del lentisco contengono olio che viene usato dall’industria per ardere mentre, in passato, fino al XX secolo, questo olio veniva consumato dalla popolazione della Sardegna.

Le proprietà del lentisco

Le proprietà del lentisco  o “pistacia lentiscus” sono astringenti, aromatizzanti, espettoranti, grazie al contenuto di oli essenziali e resine che lo rendono versatile anche in caso di brividi ed alleviare l’influenza.
Il lentisco contiene la masticina che è un principio amaro che si estrae dalla corteccia e dalle foglie.

radice di lentisco

L’olio essenziale di lentisco

L’olio essenziale di lentisco si ottiene dalla distillazione del ramo fogliato.
Quest’olio è un decongestionante venoso, linfatico e prostatico, un antiulcera ed un cicatrizzante.
Serve per varici ed emorroidi, ulcere venose e gastroduodenale.
E’ utile per piaghe da decubito e poi per problemi di congestione alla prostata.
Per uso interno se ne prendono due gocce in un po di miele per tre volte al giorno per tre settimane per problemi alla prostata e cardiovascolari.
Per uso esterno lo si applica nelle zone con problemi circolatori, per tre volte al giorno fino a miglioramento.

Non usare questo olio nei primi tre mesi di gravidanza.

La resina della mastica si estrae dal lentisco

In Grecia, sull’isola di Chios, dal lentisco si estrae appunto questa resina naturale.
Questa resina viene chiamata mastica: ‘ μαςτιχα’. Questo perché solo qui, il lentisco, per incisione dalla corteccia dell’albero, la produce.
Le caratteristiche del terreno, il clima dell’isola di Chios fanno sì che proprio e solo su questa isola greca si produca la mastica. Così le gocce di resina vengono essiccate al sole diventando traslucide e dure poi viengono ammorbidite per divenire una gomma bianca di colore tra il brillante e l’opaco traslucido.

Il sapore della mastica

Ma che sapore ha la mastica? In bocca da subito è amara, ma poi diventa rinfrescante, con note di cedro e di pino.

Nelle giornate calde d’agosto l’aria è impregnata dell’aroma di lentisco.

La mastica nella cucina greca

Ma come si usa la mastica nella cucina greca?
Si utilizza per fare liquori, dentifrici, per aromatizzare caramelle, chewing-gum, pane, dolci e gelati.
La mastica è  anche una delle spezie usate per fare il pane “artos” o pane santo cioè quello che viene prodotto in Grecia per le cerimonie religiose.

Una resina energizzante

La resina o mastica dell’albero di lentisco si estrae tra luglio e settembre, mediante incisione del tronco.
Anche se l’uso interno del lentisco può essere nocivo si pensa che la resina mescolata al miele sia un ottimo rimedio per l’impotenza sessuale.
Un’altro elisir d’amore si prepara mescolando i frutti tritati del lentisco con il miele e si assume prima di accingersi ad un rapporto sessuale.
Credenze popolari o no in Sud America gli Indios masticavano la resina del lentisco per energizzarsi in occasione delle loro danze rituali e prima di andare a caccia.

Il lentisco ed i pescatori

In Calabria il lentisco lo chiamano ‘u stincu’ ed il signor Peppe usa i suoi rami dentro le nasse, quando va a pescare, perché, anche da secco, non perde le foglie.
Mi dice che serve per creare un ambiente-rifugio che attrae i pesci all’interno delle nasse.

La mastica è il prodotto preferito della mia amica Cinzia che se ne fa grandi scorte quando passa al  mastica shop dell’aereporto di Atene, per questo le dedico questo articolo.

Bibliografia:
Herbs, Lesley Bremness, Dorling Kindersley book, 1994

Patrizia Gaidano@ Copyright

2 Replies to “Il lentisco, pistacia lentiscus e la mastica o μαςτιχα”

  1. cinzia berardi

    Ciao Patrizia,
    adoro il tuo blog. Ogni giorno apro sperando di trovare un nuovo articolo dove descrivi piante e fiori , emozioni, corredato da bellissime fotografie. Una poesia.
    Ed ecco….. il mio articolo . La mastica pianta che ho scoperto nelle mie vacanze in Grecia.
    Ogni anno, come tu ricordi , faccio impazzire tutti perché devo fare scorte , se non passo da Atene, vado alla ricerca
    sperando di trovarla.
    Tutti i miei amici la conoscono e devo distribuire le confezioni di chewing gum.
    Non sapevo e apprendo dal tuo articolo che in Calabria esiste la pianta e ne vengono utilizzati i rami.
    Grazie e mi raccomando un articolo al giorno .
    Un abbraccio Cinzia

    1. Patrizia Gaidano

      grazie Cinzia mi fa piacere quello che mi hai scritto. Ti abbraccio forte! pat

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