Enotera Fallacoides e Biennis, due oenothera a confronto

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La Oenothera fallacoides e la biennis, due enotera commestibili a confronto

Il genere Enotera (oenothera) appartiene alla famiglia delle enoteraceae, originario del nord America ed annovera diverse specie dal difficile riconoscimento dovuto al complicato meccanismo riproduttivo delle piante, responsabile proprio del formarsi di moltissime specie di enotera.
Le enotera sono belle e commestibili per questo mi voglio soffermare nel descrivervi due enotera: la Fallacoides e la Biennis.

enotera

Enotera Fallacoides

L’oenothera fallacoides (enagra ingannevole) scoperta durante la mia passeggiata, nelle campagne del chierese, è presente in quasi tutto il nord Italia ed in Calabria. E’ una pianta bellissima che si può anche seminare in giardino in primavera, creando un angolo giallo molto gradevole. Così la si potrà ammirare per la sua bella fioritura, che si protrarrà tutta l’estate.
I fiori rescisi normalmente si richiudono sempre e non sono adatti alle composizioni floreali.

oenothera

Il nome di oenothera

Il nome di oenothera deriva dal greco “oinos” ossia vino e da “ther” ossia selvatico, perché la sua radice veniva utilizzata per dar gusto al vino, oppure per disperdere gli effetti indesiderati del vino. Fatto stà che vi sono molte interpretazioni tra cui quella che sembra derivare da “ònos” ossia asino e “thèra” caccia,  perchè la pianta sembrerebbe gradita agli asini.

Enotera Biennis

L’enotera è una pianta erbacea biennale (oenothera  biennis) che colonizza i luoghi incolti, le rive dei fossi, i margini dei sentieri e comunque le zone secche e soleggiate. I bei fiori gialli di questa pianta si fanno notare già da lontano, grazie agli alti fusti che li esibiscono con fierezza.
Nella oenothera fallacoides i fiori sono più piccoli della biennis.

I nomi popolari della pianta sono enagra, erba vitella, bella di notte, stella della sera, rapunzia.

Possibili confusioni con il verbascum

Da lontano l’enotera può essere confusa con il verbascum, tasso barbasso per i fiori gialli molto simili, ma quando ci si avvicina ci si rende subito conto che le foglie dell’enotera sono allungate e regolari, mentre quelle del verbascum sono più grandi e pelose.

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Le enotera in cucina

Tutte le oenothera sono commestibili ed i fiori sono una vera delizia, anche se la pianta è conosciuta, fin dall’antichità, principalmente per consumo delle sue radici a fittone.
Queste sono  ottime crude in insalata od arrostite come contorno. Possono essere cucinate come quelle della barba di becco, quindi anche lesse, fritte o in umido.
Le radici assomigliano come gusto a quelle della pastinaca.

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Descrizione dell’enotera biennis

Ecco una pianta di origine dell’America boreale, arrivata in Europa nei primi anni del XVII secolo, naturalizzata  anche negli arenili  e sulle spiaggie fino ai mille metri di altezza.


Lo stelo fiorale
dell’enotera, alto fino a due metri, si sviluppa a partire dal secondo anno quando la pianta ha già creato la sua bella radice carnosa, commestibile di colore rosa.

Le radici sono un po’ amarognole e possono essere consumate come la scorzonera, mischiandole ad altre verdure più dolci.

Lo stelo fiorale robusto spesso è sfumato di rosso, mentre i fiori a quattro petali obovati si sviluppano nelle ascelle fogliari.

Fiori e semi dell’enotera biennis

I fiori giallo canarino si sviluppano nella parte alta dello stelo.
Essi sono molto delicati, infatti appassiscono in fretta, per cui, in estate, è meglio raccoglierli presto al mattino.
I fiori si aprono in estate la sera.
I semi bruni dell’enotera contengono composti anticoagulanti ed acidi grassi salutari per la pelle ed acidi gamma linoleici.

L’enotothera biennis è detta “evening primerose” o “primula serotina” perché i fiori, leggermente più grandi e profumati della varietà fallacoides, si aprono rapidamente al crepuscolo, rgalandoci uno spettacolo di corolle giallo limone che, alla fine dell’estate, tendono a stare sempre aperte.

Parti usate della pianta

dell’enotera biennis si raccolgono le radici in autunno, mentre le foglie e le sommità fiorite in estate.  Radici, foglie e fiori vengono usate fresche.
Le radici e le foglie sono astringenti, antispasmodiche e sedative. I fiori sono calmanti per la pertosse.
E’ possibile realizzare un infuso o decotto delle sommità fiorite per lavaggi emollienti ed antiflogistici.

In giardino, coltivazione

La si semina in aprile  oppure la si trapianta in autunno in terreno soleggiato. In primavera la si può anche riprodurre per divisione dei cespi.

Sull’olio essenziale di enotera, un olio anti sbornia e non solo…

L’olio essenziale di enotera tutt’oggi è in fase di studio perchè ricco di acidi grassi polinsaturi, alcuni dei quali precursori delle prostaglandine che agiscono in modo simile agli ormoni, abbassando il colesterolo LDL e modulando la coagulazione, con un azione antinfiammatoria che lo rende di possibile utilizzo per malattie auto immuni come sclerosi multipla, artrite reumatoide ed altre.
Secondo molti studi pare anche che l’olio di enotera sia utile per l’attenuazione dei sintomi cutanei dell’eczema atopico e per patologie arteriose in virtù del fatto che contiene acido gamma linoleico che lo rende un ottimo anticoagulante.  Sembra anche che l‘olio di enotera sia un ottimo rimedio per smettere di bere o comunque un valido aiuto per smaltire i postumi dell’alcol e tutto ciò che ne consegue, tipo mal di testa e depressione.

Bibliografia:

  • Guida ai fiori d’Europa, Zanichelli, 1974
  • Riconoscere i fiori spontanei d’Italia e d’Europa, Margot e Roland Sphone, Ricca Editore, 2013
  • Herbs; lesley Bremness Dorling Kindersley book, 1994
  • L’erbario di jekka Mc Vicar, Logos, 2009

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