Bùmbula e quartara, utensili contadini e riflessioni sull’acqua

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Bùmbula e quartara, antichi utensili della tradizione contadina

Quella mattina i miei amici Clara ed Enzo mi raccontarono la storia di due vecchi utensili calabresi.
Per farmeli conoscere, Enzo pensò di disegnarmeli su un foglio di carta, per avere un’immagine chiara di quelli che io definii“i fratelli della tradizione contadina calabrese”.
Enzo, benché fossero passati tanti anni, se li ricordava ancora e me li presentò con i loro nomi antichi, quelli dialettali calabresi.
Uno mi disse  si chiama: “bùmbula” oppure “u bummulu” che deriva dal greco “bombylion” (perchè pare che Ippocrate avesse nominato così una specie di anfora o vaso destinato a farmaci ed alimenti), metre l’altro è la Quartara, un’anfora più grande che, anticamente, le donne  trasportavano sulla testa.

Tutto su Bumbùla

Bumbula è un recipiente di terracotta, una specie di piccolo orcio per l’acqua, con due manici laterali ed un foro strutturato per bere, simile ad una cannuccia.

“Bumbùla” veniva usato dai contadini per tenere in fresco l’acqua quando andavano a lavorare in giornata nei campi perché la terracotta, vista la sua naturalità, ha la capacità di non surriscaldare l’acqua nelle calde giornate di sole.
L’altro utensile, che in realtà è una sorella più grande, mi disse che si chiamava “quartara” ed è una specie di anfora di terracotta della capacità di circa dieci litri d’acqua, sempre di antiche origini contadine, di  medie dimensioni, sempre munita di due grandi manici nella parte superiore ed a volte decorata con qualche disegno esterno.

Tutto o quasi su Quartara

 “Quartara” la portavano in testa le donne e serviva per far scorte di acqua che si consumava quotidianamente in casa.
Anche in Sicilia come in Calabria la “quartara” veniva usata per trasportare e conservare acqua o vino.
Le quartare vengono oggi acquistate a scopo decorativo e le si vedono in case di campagna e rustici.
Attualmente è difficile trovare  ancora delle quartare di terracotta perchè quelle di lamiera sono prevalse per la leggerezza e la facilità di  trasporto però ne hanno perso in qualità per la conservazione dell’acqua.
Un antico uso delle quartare era quello di accompagnamento musicale in occasione delle feste popolari, infatti pare che venissero usate come strumento musicale perchè soffiandoci dentro emettono un suono cupo.

Acqua, risorsa dal valore inestimabile – riflessioni

Osservando questi utensili della tradizione contadina calabrese rifletto su  quanto sia preziosa l’acqua.
Penso a quanto spreco ci sia nel mondo di questa risorsa naturale insostituibile che probabilmente sarà oggetto di futuri conflitti mondiali.
Rifletto sulle popolazioni più povere che non hanno acqua o che la devono razionare. La società consumistica attuale ne spreca tantissima come se i fiumi, le sorgenti, i ghiacciai fossero infiniti.
Penso che si potrebbe fare molto in questo senso anche solo cambiando tante piccole abitudini casalinghe giornaliere.

Rifelssioni sull’inquinamento

Considero a quanto vengano inquinate le falde acquifere e così la Terra. Immagino la sofferenza della natura.
Penso ad esempio al fiume Nilo ed al limo una volta segno tangibile di fertilità naturale per il terreno.
Rifletto sulla diga di Assuan che ha compromesso le piene, la fertilità, causando danni all’agricoltura egiziana.
Gli egiziani sono stati costretti a comprare fertilizzanti chimici per coltivare,  avvelenando la terra, il corpo e la mente.
Così tutta una serie di problemi connessi si sono manifestati.  Pensiamo solo a quelli relativi alla pesca, anche per il fatto che è aumentata, nel fiume, la salinità dell’acqua proveniente dal Mediterraneo.
Ragiono su queste gravi conseguenze per l’equilibrio ambientale ed ecologico, l’inquinamento, la scomparsa di specie animali e vegetali.

L’acqua è un bene dal valore inestimabile

Penso che questo è solo uno dei grandi esempi di incuranza, ignoranza di un bene così essenziale come l’acqua.
Penso che tutti dovremmo prenderci più cura del nostro ambiente e della natura.
Iniziamo con piccoli gesti quotidiani, con piccoli esempi, contagiamoci a vicenda, per un rispetto globale della nostra Terra.

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3 Replies to “Bùmbula e quartara, utensili contadini e riflessioni sull’acqua”

  1. Lucio Paulino

    Bello vase !

  2. Lucio Paulino

    Avvicina a Dio ! *

  3. Giovanni

    Dalle mie parti, Nel Salento, ci sono ovviamente recipienti simili. In particolare simili alla bumbula, che qui chiamiamo vozza. L’acqua si mantiene fresca, anzi tendenzialmente si abbassa di temperatura, purché non sia stagnata, ma porosa, in modo da trasudare umidità… Il vento tende ad asciugare la vozza e, come accade quando siamo esposti al vento uscendo dal mare, l’evaporazione è un fenomeno fisico che assorbe calorie, cioè refrigera…

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