Buddleja, albero delle farfalle, con il podalirio è la coppia perfetta

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Le farfalle, il Podalirio è la mia preferita

Ho sempre pensato di creare un habitat idoneo allo sviluppo di specie diverse per fare un regalo alla biodiversità ed a me stessa.
Penso che sia fondamentale, per la sopravvivenza del nostro pianeta, fare convivere in armonia la maggior quantità di piante, fiori, insetti e specie animali anche per una questione di equilibrio.
Mi sono resa conto dell’utilità delle farfalle come insetti impollinatori ed ho cercato di attrarle nel mio giardino,  prato, orto e frutteto, creando loro un ambiente  favorevole.
Così pensando alla mia farfalla preferita: il podalirio, che non vedevo comparire più dai tempi in cui ero bambina, ho deciso di farla tornare creandole un habitat idoneo nel mio parato e giardino.
Così ho piantato arbusti di buddleja, biancospino e prunus per la deposizione delle uova, affinchè tante farfalle, tra cui il podalirio, potessero trovare un luogo idoneo per decidere di metter su famiglia.


Il podalirio e la buddleja o albero delle farfalle

Per attrarre la farfalla podalirio e nutrirla ho piantato due meravigliose piante di buddleja, sapendo che erano il suo cibo preferito, così nelle giornate di sole le mie piante sono state visitate da tanti esemplari.

La buddleja, descrizione

La buddleja è un arbusto, alberello sempreverde, detto anche  “albero delle farfalle, caratterizzato da numerose infiorescenze i cui fiori si raccolgono in armoniche pannocchie allungate, simili a quelle del fiore del lilla’.
I fiori della buddleja, ermafroditi, per lo più di colore viola ( ma anche lilla, bianco e rosa dalle diverse tonalità), fioriscono da metà giugno a settembre ed emanano un profumo persistente e mieloso che attira gli insetti impollinatori, per questo anche la farfalla podalirio ne va ghiotta.
Le foglie sono opposte e lanceolate.

Caratteristiche e Coltivazione

La “buddleja” o “albero delle farfalle”, profuma di miele e può raggiungere un’altezza di tre o quattro metri.
Questo alberello, cespuglio deciduo, fiorisce dal legno di un anno. Dopo la fioritura va potato bene affinchè germogli spontaneamente, regalandoci i suoi bei fiori.
In giardino, essendo una pianta poco esigente, richiede una posizione soleggiata e si presta alla formazione di gruppi arbustivi su prati e contro i muri.
Spontaneamente lo possiamo trovare lungo fiumi, vallate e sentieri.

Propagazione ed etimologia

La pianta si moltiplica per talea erbacea durante l’estate o mediante semina.
La pianta non sopporta i grandi freddi per cui meglio evitare di piantarla in climi ove le temperature scendono al di sotto dei 15, 20 gradi centigradi.
Questo arbusto appartiene alla famiglia delle buddleiaceae, loganiaceae con fogliame caduco ed il suo nome deriva dal pastore inglese Adam Buddle, medico e botanico per passione.

Le varietà

Ci sono diverse varietà di buddleja, tra cui:
“buddleja davidii”: un arbusto rustico originario della Cina, con rami lunghi e  con foglie verdi, grigiastre, lanceolate, con margine seghettato ed infiorescenze pendule ed apicali di colore rosa violaceo.
“b. japonica hemsley”: con infiorescenze di colore viola, lilla.
“b. lindleyana fortune ex lindley”: con fiori a pannocchia di tonalità violetto o lillino, privi di profumo.
“b. asiatica”: di origine cinese ed indiana, dai fiorellini odorosi piccoli e bianchi.


“b colvilei”: di origine himalayana, i cui  grappoli fioriti sono penduli, rosa o rossi.
“b. americana”: di origine del centro america, che si presenta come un piccolo alberello con fiori giallo – verde, profumati, che attirano api e farfalle.
b. globosa hope”: pianta sempre verde, con corolle profumate giallo – arancio e foglie verdi scuro, dall’aspetto rugoso.

Proprietà erboristiche delle foglie di buddleja

Della buddleja si usano le foglie da raccogliere preferibilmente prima della fioritura, ma anche dopo.
Le foglie sono antiossidanti, antibatteriche, immunostimolanti, antibatteriche, drenati ed emollienti.
Il decotto di foglie è utile per aumentare le difese immunitarie , per i radicali liberi e per problemi di ritenzione idrica.

La farfalla podalirio, identikit

La farfalla Podalirio è un lepidottero diurno della famiglia delle papilionidae.
Credo che sia una delle farfalle con l’apertura alare più grande (dai sette agli otto centimetri).
Immagino che sia la più grande per una farfalla europea.


La sua livrea è giallo pallida con sottili fasce trasversali bruno-nerastre, a forma di V, dirette verso l’angolo dell’ala anteriore. In alcune varietà il colore di fondo può essere bianco e le fasce possono essere di un nero marcato.
Le ali posteriori hanno delle macchie ocellate arancioni e azzurre e le code sono piuttosto allungate e nere.


Il podalirio ama i luoghi assolati, i prati, gli incolti, ma anche i giardini, meglio se circondati da siepi.
La specie iphiclides podalirius è diffusa in Europa ed in Africa settentrionale, Asia temperata e si spinge fino in Cina.
I grandi bruchi verdi con linee gialle sono spesso macchiati di rosso e si sviluppano su vari arbusti del genere Prunus e Crataegus, come Prugnolo e Biancospino,  che serviranno loro per la nutrizione, prima dello sfarfallamento.


Questa meravigliosa
  farfalla, presenta due generazioni annue, marzo e settembre,  in due nidiate. E’ possibile infatti vederle nutrirsi di nettare fino alle ultime fioriture della Buddleja, per cui fino a settembre inoltrato.

Mai farsi mancare una coppia così affiatata in prati e giardini

Che dire di più, il mio esperimento è riuscito! Adesso nel mio giardino e nel mio prato tra le piante di buddleja volano armoniose farfalle podalirio e con loro volano i miei pensieri tra il profumo dei fiori… questione di feeling… per cui mai farsi mancare in giardino o nel prato una coppia così affiatata.

Bibliografia:

  • farfalle e falene, David Carter, Dorling Kindersley books, 1992
  • farfalle, Michael Chinery,  collins gem, A. Vallardi editore, 2012
  • Piante ed arbusti profumati, Helga Urban, RED edizioni, 2008
  • Arbusti ornamentali, guida alla scelta ed alla cura degli arbusti,  Edizioni millepiante
    Sandro Pignatti, Flora d’Italia, volume secondo, Bologna Ed Agricole, 1982

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