Scilla Maritima o asfodelo?

Come eroi greci tra mitici fiori

Quel giorno, tutto ad un tratto il cielo si fece plumbeo, sembrava minacciasse di piovere. Solo la luce filtrata del sole riusciva a farsi varco tra le nuvole scure, quasi ad indicare il percorso ai tre amici.
Così marciarono di buon passo, tra la vegetazione mediterranea, con lo sguardo attento in osservazione della natura. Attraversarono fiumare senz’acqua e varcarono dune di sabbia inebriati dal profumo del mare.
In quel procedere si resero conto che stavano lasciando le loro orme su quella terra come avevano fatto gli antichi greci nei tempi passati.
Così respirarono lievi profumi di piante, portati dalla brezza marina e vennero contagiati dalle remote influenze elleniche, sentendosi eroi a difesa della natura che li circondava. Fu in quel momento che pensarono di vedere il fiore dell’asfodelo, simbolo per gli eroi greci di vita ultraterrena, ma in realtà, osservandolo meglio, si resero conto che stavamo marciando tra fiori stellati di scilla marittima.

Il fiore dell’asfodelo nella mitologia

Nella mitologia greca l’asfodelo era un fiore simbolo di vita oltre la morte e si credeva che questa pianta ricoprisse i prati dei Campi Elisi laddove fossero caduti valorosi eroi. Diciamo pure che gli uomini abbastanza virtuosi e coraggiosi, che morivano in guerra, avevano la garanzia che le loro anime vivessero in eterno nei Campi Elisi.

L’asfodelo simbolicamente

L’asfodelo probabilmente era lo scettro degli eroi, un simbolo di regalità e di potenza superiore.
Sembra infatti che la parola asfodelo derivi proprio dalla parola greca “ἀσφόδελος” che significa scettro.

Etimologia

Un’altra versione etimologica del nome di asfodelo pare che derivi dall’antico nome greco di questa pianta ovvero: “σφάλλω” (cadere, vacillare) con significato di perdurare, che non vacilla. Sembra inoltre che, nell’antichità, l’asfodelo venisse seminato vicino alle abitazioni  come rimedio contro i malefici.

Alcuni asfodeli

L’asfodelo mediterraneo (Asphodelus ramosus L.)

Una pianta erbacea perenne eretta della famiglia delle liliaceae, che presenta un sistema radicale formato da numerose radici spesse ed affusolate.
Il fusto dell’asfodelo ramosus è riccamente ramificato ed è alto dai 50 ai 100 cm. Le foglie, che spuntano tutte dalla base della pianta, hanno sezione triangolare e sono carnose, glabre, di un colore verde glauco. Ogni fiore è inserito singolarmente su di un peduncolo che nasce da una brattea lanceolata. I fiori si presentano con tepali carnosi di colore bianco con la nervatura mediana rossa e verdastra (si parla anche di asfodelo rosato).
Questo asfodelo cresce principalmente nei luoghi erbosi soleggiati della macchia mediterranea, infatti abbonda al centro ed al sud Italia (Calabria, Sicilia, Malta, Ischia), specialmente in prossimità delle spiagge.
Le parti sotterranee dell’asfodelo (i tubercoli), sono stati usati nel passato come alimento nei momenti di carestia, mentre oggi se ne indica un uso antispasmodico ed anticatarrale.

L’asfodelo mediterraneo in cosmetica e non solo

L’Asfodelo mediterraneo viene usato in cosmetica come emolliente, rinfrescante e decongestionante della cute irritata soprattutto per lenire la pelle dagli effetti nocivi del sole (eritemi e scottature), mentre la polpa dei tubercoli freschi è usata per schiarire le efelidi. Pare inoltre che i fito estratti  di asfodelo abbiano un’azione lenitiva per problemi di psoriasi.
I principi attivi contenuti nell’asfodelo mediterraneo sono carboidrati (adeguati anche per la panificazione), poi glucosidi e piccole quantità di alcaloidi, per questo se ne sconsiglia l’impiego terapeutico per uso interno.
Anticamente le foglie dell’asfodelo venivano usate dalle popolazioni della Sardegna per fare cesti, mentre in Puglia sembra che le foglie fresche venissero usate per preparazione di formaggi tipici.

asfodelo ramosus foto tratta da wikipedia

L’asfodelo albus

L’asfodelus albus, si presenta come pianta erbacea perenne con radici ingrossate in tuberi fusiformi, con fusto cilindrico, eretto, semplice (raramente ramificato) ed alto tra gli 80 ed i 120 cm. Le foglie sono strette e scanalate ed i fiori sono tepali bianchi (da qui il nome di asfodelus albus) con nervatura dorsale di colore verde tenue che fioriscono da maggio a luglio.
Gli usi diuretici di questo tipo di asfodelo risalgono alla medicina popolare.
Nelle Isole Canarie ed in Egitto “l’asfodelo macrocarpus” veniva usato in campo tessile come colorante per tingere di giallo i tappeti.

foto tratta da wikipedia, asfodelo albus

L’asfodelo fistoloso

L’asfodelo “fistulosus” (asfodelo fistoloso) si presenta come una pianta dai fusti e dalle foglie internamente cavi, alti 30-50 cm,  con foglie basali lunghe e fiori portati su steli ramificati di colore bianco a 6 tepali petaloidi, con nervatura centrale marrone o rosa. E’ diffuso in Liguria ed Italia centro meridionale, nelle garighe e lungo i bordi dei sentieri, comunque nei terreni poveri e sabbiosi.

scilla marittima

La Scilla Marittima

Il fiore che avvistammo nella nostra passeggiata era Scilla Marittima o drimia maritima, sempre della famiglia delle liliaceae (specie urginea marittima), che può essere confuso con un asfodelo, ma che in realtà è una delle piante mediterranee più caratteristiche. La scilla è una pianta erbacea perenne che si sviluppa da un grande bulbo bianco, spesso affiorante dal terreno, grosso fino a 18 cm di diametro. Dal bulbo si sviluppano spesse radici. La scilla si vede lungo le coste marine in terreni rocciosi o sabbiosi.

scilla marittima

I fiori della scilla

I fiori invece iniziano a svilupparsi da fine luglio in avanti, gradatamente,  con un solo scapo fiorale eretto ed alto tra i 60 ed i 150 cm.. Il fiore sboccia tra agosto ed ottobre, regalandoci splendidi fiori, che spiccano sull’ambiente ormai secco. I fiorellini a forma di stella, che possono essere centinaia su un fusto,  sono caratterizzati da n. 6 tepali bianchi, con una sottile nervatura centrale rosa scuro-viola.  Il frutto è una capsula tonda che contiene dei semi alati.

la pianta di scilla sta andando a seme

Il fogliame della scilla

Le foglie, lunghe fino ad un metro e larghe dieci centimetri, sono lineari, glabre, opache e sono disposte in una rosetta  metrobasale. Le foglie hanno la particolarità che sono verdi in primavera mentre seccano prima della fioritura. Esse non vengono mangiate dalle capre perchè come il bulbo sono velenose.

scilla marittima , foto in Grecia

Il bulbo della scilla

Il bulbo velenoso di questa pianta contiene glicosidi cardioattivi letali anche a piccole dosi. In passato i glicosidi erano impiegati per le insufficienze cardiache.

A noi guerrieri della Natura, a noi semi buoni della terra, all’asfodelo, a chi lotta per difendere dei valori concreti, a chi crede nell’amore universale, dedico la canzone di “Marco Mengoni – Guerriero”

Bibliografia:
Guida alla flora dell’Aspromonte, Giovanni Spampinato, Laruffa Editore, 2014
Flora del Mediterraneo, Schonfelder, Ricca Editore, 2014
Nuovo erbario figurato, G. Negri, Hoepli edizioni, 2014
Fiori del mare di Liguria, Marco Alberti, Edizioni grafiche Amadeo, 2008

Patrizia Gaidano
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